La totale mancanza di voglia di studiare Part 2

By | 21/06/2012

Hello.

Continuo qui il mio discorso per il nostro Mister X. Se vuoi leggere il “prequel”, lo trovi qui

Le domande efficaci

Comprendo benissimo che, spesso, le persone si chiedano il “perché?” di ciò che accade. Prima lo facevo anche io  :mrgreen:

Poi ho incontrato grandi Maestri che mi hanno aiutato a capire che sapere “perché” succede qualcosa, non sempre è utile, se l’obiettivo non è in linea con la domanda.

Mi spiego meglio.

Se un chimico si chiedesse “perché il sale non si scioglie completamente nell’acqua fredda?” (cit. wannamarchiana) la cosa andrebbe anche bene perché, forse, cercare il motivo per cui questo succede lo può spingere a scoprire qualcosa di utile.

Magari una legge matematica per cui sia dimostrato che “non funziona telefonare ai numeri tipo 199.xxx.xxx per trovare la soluzione ai propri problemi!”.  😆

Se, allo stesso modo, uno studente si chiedesse “perché vado male a scuola?” per esperienza ti dico che la cosa non farà altro che portarlo in un viaggio che… altro che “Il giro del mondo in 80 giorni”.

Perché o Come

Una è un “Perché?” l’altra un “Come?”

Che ti frega del perché?  A che ti serve? 😀  

In questo contesto, è totalmente inefficace il chiedersi “perché?” . Al contrario, devi trovare un interrogativo efficace, che ti aiuti fornendoti elementi utili.

Esempi di domande efficaci che puoi porti, in questo momento, sono:

  • Quale voglio che sia il mio rendimento scolastico, da oggi in poi?
  • Cosa posso fare, io, per ottenere questo risultato?
  • Quali passaggi posso compiere per raggiungere il mio traguardo?
  • Ci sono materie in cui ho dei buoni risultati? Cosa faccio di diverso, quando studio queste?
  • Chi conosco che sembra non fare alcuna fatica a studiare? Posso chiedergli che passaggi compie?

Noti la differenza?

Chiederti “perché?” ti tiene fermo sul problema. Chiederti “quale/cosa/chi...” ti porta verso la soluzione.

Quindi, poniti queste domande, e vediamo che succede. Che risposte ti dai?

Inutile dire che, cose tipo “non posso farci niente perché i professori ce l’hanno con me perché…” non sono contemplate in questo dojo.

Se vuoi prenderti in giro, nascondendoti dietro un dito, puoi andarlo a fare in un’altra “palestra” 😉

Se vuoi sapere qualcosa di più su come porti degli obiettivi raggiungibili, puoi scaricare il mio ebook gratuito, che tratta proprio questo argomento, e che trovi qui

A cosa serve la matematica?

Vedi quando poco fa parlavo delle domande inefficaci?  :mrgreen:

Che cosa succederebbe se, invece che usare il tuo tempo per capire (retoricamente) a cosa serve la tal materia, ti chiedessiin che modo viene applicata, intorno a me?.

Intanto forse ti stupirà sapere che latino, filosofia e matematica, non sono così disconnesse fra di loro come può sembrare. Hanno in comune un piccolissimo dettaglio: aiutano a pensare.

Il problema è che, spesso, anche grazie a come vengono “servite” agli studenti, queste materie vengono semplicemente viste come

  • la materia delle “versioni” pallose
  • la materia degli antichi, che non avevano una mazza da fare tutto il giorno
  • la materia dell’imparare a memoria le formule di prostaferesi e compagnia cantante
Invece che come qualcosa per “sbloccare” il cervello.

E, poiché nell’uomo è innata la capacità di “lamentazione”, gli studenti stessi non vedono alcun motivo valido per distaccarsi, autonomamente, da questo modello preimpostato.  😆

Pensa che strano: nel momento stesso in cui ti sei chiesto “a cosa mi serve sapere il latino, la filosofia e la matematica?eri, paradossalmente, all’inizio proprio di un processo filosofico che, se correttamente indagato, avrebbe potuto portarti, forse, ad una risposta valida.

Intendo se tu VERAMENTE ti fossi posto la domanda, e avessi voluto cercare una risposta, ovviamente…  😀

orango e bimba

Che dici? E’ meglio Parmenide o ‘na parmigiana de melanzane?

Se ti dico che filosofia è “esercitare il pensiero attraverso la vita di tutti i giorni” e non tanto conoscere a memoria i presocratici, i postsocratici ed i cugini di campagna, ci vedi una qualche utilità?

Immagino che il pensare faccia parte della tua vita di ogni giorno, giusto? E allora perché non imparare a gestire questo processo nella maniera più utile e proficua possibile? Che poi, il paradosso è che persino il nome della tua scuola, il Liceo, ha a che fare con la filosofia…

Se ti dico che senza la matematica, nelle sue millemila forme, ora

  • Non staremmo scrivendo al computer
  • Non avremmo la luce elettrica
  • Non avresti la musica (e non intendo solo l’iPod, ma proprio la scala musicale)
  • Non voleresti, né navigheresti
  • Non avresti una casa, una macchina, un telefonino
  • Non potresti andare in bagno e tirare l’acqua dopo esserti letto la Gazzetta dello Sport
  • Blablabla…

Insomma, praticamente nulla del mondo che conosci, dal micro al macro, sarebbe qui pronto a “servirti”, ce la vedresti una qualche utilità?  😀

Se ti dico che grazie al latino

  • Hai la possibilità di accedere direttamente ad uno sconfinato “sapere” senza andarti a cercare le traduzioni di altri
  • Che se facessi medicina, o farmacia, o giurisprudenza, potresti anche capire meglio quello che stai studiando (Es: l’etimologia…)
  • Che se un giorno qualcuno dovesse, guardando la tua ragazza, chiederti lo “ius primae noctis” tu potresti anche avere qualche info utile prima di rispondere

che cosa ti viene da pensare?

Ovviamente questa è la risposta di “base”. Lo standard che hai sicuramente già sentito. Il latino apre la mente, ecc.

Ma se ti dicessi che il latino NON serve assolutamente a nulla, cosa succederebbe? Perché secondo me c’è un punto critico in tutto questo discorso, ed è questo

  • Perché quello che studi deve per forza servire a qualcosa?

E per “servire” intendo qualcosa a livello pratico, come è ormai d’uopo ragionar nel nostro mondo “moderno”. Pare che ormai abbia senso di esistere solo qualcosa che ti permette di “fare” mentre al problema di “essere” sembra non pensi più nessuno, dai tempi di Fromm

Sarebbe tanto “crudele” studiare qualcosa per il semplice amore della conoscenza? E, soprattutto, cosa che mi dà molto da pensare

  • chi decide cosa serve a cosa?

Ad esempio, secondo te, sarebbe utile a “qualcosa” il fatto che molti italiani imparassero che, quando si è in fila da qualche parte, che sia in macchina, o alle poste, o al supermercato, si può restare tranquillamente in fila, al proprio posto, senza che questo comporti una qualche penalizzazione nell’aldilà? O che, quando la hostess di terra, all’imbarco del tuo volo, dice “imbarchiamo prima i numeri da 1 a 37“, se tu hai il numero 7934/bis, è inutile che “ci provi”?  😉

Se mi dicessi che la filosofia non serve ad avvitare una lampadina (questa frase era molto in voga ai “miei tempi”) ti risponderei che, ben prima della lampadina, ci deve esser stato qualcuno che si è posto il problema del buio

Vedi, caro Mister X, e qui ritorno al discorso sugli obiettivi, tu ti definisci “studente”, e sei quindi per definizione uno che “studia”. Dici che fai il liceo, ma questa o qualunque altra scuola non cambierebbe quello che sto per dirti:

  • Chiederti a cosa servono le materie x, y o z, ti aiuta in quel che è il tuo obiettivo, o ti fa solo perdere di vista il tuo traguardo scolastico, qualunque esso sia?

Del resto, se vuoi andare avanti nel tuo percorso, non hai alternativa: devi studiare quello che ti dicono di studiare. Oppure trovare un modo di passare gli esami, che è comunque un’opera di ingegno. Bill Gates, ad esempio, a scuola andava malaccio, perché pensava solo a studiare i computer. Tutto il resto lo annoiava. Dici che ha fatto bene a seguire il suo istinto? :mrgreen:

L’alternativa potrebbe essere quella di incatenarsi al cancello del Provveditorato degli Studi, per protestare contro questo sistema becero che fa studiare cose “inutili”.   😉

A dirla tutta, non sono sicuro che una cosa che ti sembra inutile ora, in terza liceo, possa poi esserlo nuovamente all’università. Ovviamente sempre che tu abbia intenzione di andarci. Ma se proprio ritieni inutile qualcosa, invece di perdere tempo in considerazioni che non ti portano da nessuna parte, fai come Bill Gates: scegli e prenditi le tue responsabilità! 😉

Le persone e…

Detto questo, andrei a chiudere con qualcosa riguardante la tua ultima frase, ovvero:

Tutte le persone che conosco allora mi dicono: <<che cosa lo hai scelto ha fare uno scientifico se non è alla tua portata?>>

Qui le risposte possono essere molteplici.

La prima che mi viene in mente, la salto direttamente con il metodo Fosbury, perché non ho intenzione di dirti di esser volgare con le persone che conosci…  :mrgreen:

Per quanto mi riguarda, ognuno dovrebbe rispondere a domande relative alla motivazione del proprio “percorso”, semplicemente a sé stesso e non a chiunque gliene chieda conto.

Peraltro, io sono contrario per deformazione professionale a cose tipo “non sono portato per…” usate, come si dice a Helsinki, ad minchiam.  😉

Non sei portato per qualcosa? E allora, portatici da solo!!!

Qualunque cosa è alla tua portata, a patto che tu sia disposto a fare quello che va fatto per arrivarci.

La frase “non sono portato per…” è soltanto la scusa delle persone che trovano più comodo star seduti piuttosto che muovere il culo.  E, ti assicuro, sono moltisssssssssssime.

Prova a parlare di qualcosa che “non è alla tua portata” con Oscar Pistorius…  :mrgreen:

Quindi, caro Mister X, partendo dal presupposto che ti interessi continuare a studiare, ecco la domanda per te:

  • Cosa puoi fare, attivamente, per rendere il liceo scientifico una scuola alla tua portata, visto che tu stesso hai detto che sei una persona che non si arrende?

Con questo ti saluto, e ti lascio a meditare, filosoficamente, sulle questioni poste, contando sul fatto che sarai in grado di effettuare una corretta analisi costi/benefici, hic et nunc.  😉  

(Kronos – Roma Caput Mundi)

2 thoughts on “La totale mancanza di voglia di studiare Part 2

  1. valeria

    caro Panda, se di mestiere fai il motivatore, devo dire che per me lo fai veramente bene!! Ho gustato le 2 parti della risposta a Mister X. Io le scuole le ho finite da un pezzo, piuttosto bene perchè avevo ben chiaro il mio obiettivo, ma anche io mi chiedevo a che mi serve questo o quello. La risposta l’ho scoperta via via vivendo, ogni volta che ho risolto una determinata situazione attingendo al bagaglio delle conoscenze scolastiche sedimentate nella memoria, e che mai e poi mai avrei pensato mi fossero utili!! Ovviamente ci sono tutt’oggi materie ed argomenti che non mi sono mai serviti “in pratica”, ma non è detto che ciò non succederà!! Certo se questa consapevolezza l’avessimo preventivamente, da studenti, uno magari studierebbe più volentieri. Comunque è proprio vero, studiare apre la mente, ed è bellissimo poter studiare solo per il piacere di farlo. E’ un privilegio ed un gran vantaggio poter andare a scuola!! Spero che Mister X abbia apprezzato la tua risposta e sia riuscito a superare l’impasse con rinnovato entusiasmo.
    Grazie
    Ti abbraccio
    valeria

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Valeria.
      Grazie dei complimenti. 🙂
      Diciamo che qualcuno mi chiama “motivatore” e qualcun’altro “sculacciatore” ma, alla fine, quello che conta è il risultato finale, giusto? 😉
      MIster X mi ha scritto di aver apprezzato la risposta, soprattutto la parte relativa alle “domande inefficaci”. Pare che la causa delle sue paturnie sia stata una interpretazione piuttosto restrittiva della Canzona di Bacco di Lorenzo il Magnifico. Diciamo che X ed i suoi amici si son concentrati molto sul “Del doman non v’è certezza”, dimenticandosi la parte in cui si dice “Chi vuol esser lieto sia”. 🙂
      Le tue parole, cara Valeria, sono un ottimo feedback per il mio articolo, e ti ringrazio per aver raccontato la tua esperienza: per me è sempre un piacere quando si crea una interazione. Come hai giustamente detto, a scuola alcune questioni non ti erano chiare, MA avevi però ben chiaro il tuo obiettivo. Hai quindi agito di conseguenza, e questo ti ha permesso di ottenere il profitto desiderato. Ottimo.
      Vorrei sottolineare la parte in cui dici “E’ un privilegio ed un gran vantaggio poter andare a scuola”. Grande affermazione, complimenti. Come ho scritto nel mio ebook gratuito “Il Vangelo secondo Panda”, spesso succede che guardiamo le cose dal lato “inefficace”. Basta spostare di poco lo “sguardo” e… diamo vita a cose grandiose. 🙂
      Ti auguro un sacco di nuove e positive scoperte, e spero di rivederti su queste pagine.
      Saluti Pandeschi

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