La totale mancanza di voglia di studiare Part 1

By | 20/06/2012

Alcuni giorni fa, una persona mi ha contattato in privato, sulla mia pagina facebook , rivolgendomi alcune domande riguardo la sua totale mancanza di voglia di studiare

Poiché le ritengo molto interessanti ed utili, non solo per lui ma per tutti i lettori di Effetto Panda, ho deciso (con il suo consenso, ovviamente) di rispondere pubblicamente, e con un articolo ad hoc.

Comincio con il riportare, fedelmente, la mail della persona in questione. Per comodità, non dirò il suo nome vero, e mi limiterò a chiamarlo Mister X.

Ladies & gentlemen, ecco a voi il nostro Mister X di questo mese:

Ciao, prima di tutto se non ti scoccia vorrei sapere la tua professione: sei uno psicologo o semplicemente uno studente come me? Comunque io studio ancora frequento un liceo scientifico, e ora faccio la terza ma non so se riuscirò ad essere ammesso alla classe successiva almeno con qualche debito, le mie speranze sono poche comunque non mi sono arreso a qualche settimane prima che la scuola finisca, sto continuando, ma ultimamente un pò per la stanchezza accumolativa di un’ intero anno scolastico e un pò per i voti che non sono drastici però non soddisfacienti per le ore di studio che ho fatto, mi sto seriamente stancando di andare a scuola e di studiare a casa. Da te volevo sapere se “la totale mancanza di voglia di studiare” è qualcosa che può accadere per un determinato periodo oppure la si può riacquisire nel tempo. Ti posso dire che ora quando studio mi domando sempre ma cosa mi serve sapere il latino,la filosofia, la matematica? Non ci trovo il senso e allora mi pare tempo perso. Tutte le persone che conosco allora mi dicono: <<che cosa lo hai scelto ha fare uno scientifico se non è alla tua portata?>> Beh, in effetti è vero! Ma non credevo di arrivare a così tanto studio per della roba che poi non so che cosa possa servire nella vita! Per ora ti chiedo questo…

Ciao Mister X.

Non mi disturbi affatto, ci mancherebbe. Le tue curiosità sono più che lecite e, come si dice: “domandare è lecito, rispondere è cortesia“, ed oggi sono particolarmente cortese.  😀

Come puoi leggere in questo sito, alla voce “Chi sono e chi non sono”, che trovi qui, non sono uno psicologo. Non sono un terapeuta di nessun tipo e sotto nessuna forma.

Per farla breve, non tratto con persone che abbiano, a qualsiasi livello, un problema che solo un camice bianco, o un lettino nero, potrebbero risolvere.

Quindi, se in qualche modo pensi di aver bisogno di uno psicologo, mi spiace ma non posso proprio aiutarti, e tutto ciò che troverai sul mio sito non fa al caso tuo. Perciò non mi resta che consigliarti di cercare altrove le informazioni di cui hai bisogno.

Se, invece, la tua è semplice curiosità (tipicamente italiana 😀 ) derivata da “vediamo se questo ha i titoli per dirmi quel che devo fare“, ti propongo un patto:

Leggi quanto ho da dirti, e vedi se per te ha un senso, ad un qualche livello. Testa quello che dico, e nota se, molto semplicemente, succede “qualcosa” di bello per te.

Poni l’attenzione su quello che accade realmente, e non su ciò che pensi dovrebbe accadere.

Considera che, visto che non propongo elettroshock ai capezzoli, smerigliature alle unghie o tinture bicolori alle ascelle, credo che il massimo che tu possa rischiare sarebbe di imparare che cosa “non” funziona su di te. Che, ti posso assicurare, è sempre un grosso insegnamento.  😀

Inoltre, se per “studente come me” intendi un ragazzo della tua età, che frequenta le superiori o giù di lì, allora… direi di no. Non sono uno studente come te.  😀

Se invece intendi qualcuno che rispetta la voce del verbo “studiare“, per cui il dizionario dice:

applicare il proprio ingegno per imparare qualcosa col sussidio di libri, di maestri, di esercizi e simili

Allora sono uno studente con la S maiuscola e, abbondiamo, anche la doppia “u”. Perché quello che faccio, da più di dieci anni a questa parte, è proprio questo:

Studiare ed applicare molte delle tecniche che si possono racchiudere nella generica voce “sviluppo personale”.

Ed i miei Maestri sono stati molteplici. Da Richard Bandler a Tony Robbins, da Gary Craig a Hawajo Takata, da John Whitmore a Vicky il Vichingo. Troppi ce ne sarebbero, per citarli tutti…

Vicky il Vichingo

Uno dei miei “Maestri” migliori.

 

Per farti un riassunto, modello twitter, di quello che è il mio lavoro, ti dico che:

io studio quello che funziona, nel “miglioramento”. #strategie #tecniche #applicazionipratiche.

Spero che questa risposta soddisfi i tuoi requisiti minimi 🙂

Chiudo questa parte della risposta dandoti la

Regola numero 1 del “Fantastico Mondo di Panda“:

  • Non credere MAI a nulla di ciò che dico, ma SPERIMENTALO su di te. Se funziona… allora funziona!  😉

Detto questo, proseguiamo con ciò che hai chiesto.

La “totale mancanza di voglia di studiare”

Ah, hai capito…  😀

Da quello che scrivi, non lo so se è proprio “totale“, questa mancanza, visto che dici che non ti sei arreso al fatto che forse non passerai alla classe successiva.

Esco un attimo dai panni del coach e ti dico  quello che è il mio pensiero, in merito a quello che hai scritto (per l’esattezza, mi riferisco al “come” lo hai scritto), ossia non è che tu non abbia più voglia di studiare ma, molto più semplicemente, ti sei stancato di risultati che sono sotto le tue aspettative, rispetto alla fatica che fai.

Quindi, se vuoi sapere se è “normale” (per quanto questa parola possa avere senso) il fatto che in questo momento non ti vada di studiare, la risposta è che può succedere. Alle persone può capitare di non avere voglia di fare qualcosa,  che si sentano attratte da “altro” o, al contrario, “non più attratte” da qualcosa che prima facevano.

Se invece vuoi “Il parere dell’Esperto”, allora è tutto un altro paio di maniche…

Dice il Panda

Nella mia esperienza la “voglia” di fare qualcosa non è come la corrente elettrica, che viene tolta o data da un ente esterno.

La voglia non va e viene “da sola”.

Studiare non è come essere su una barca a vela, per quanto bella, dove per iniziare a “muoverti” devi aspettare che si alzi i il vento, oppure non puoi far altro che rimanere in porto a grattarti i pollici.

Al contrario.

Studiare è come essere su una splendida e potentissima barca a motore, dotata di tutti i più sofisticati congegni della tecnologia. Se vuoi, ci puoi attraversare tutti e 7 i mari (ed anche i Navigli di Milano…) ma da sola, senza il comandante, questa splendida barca non va da nessuna parte.

Se non schiacci TU il bottone di start, non puoi pensare che si metta in moto da sola.

Puoi aspettare anche tutta la vita. Non partirà MAI.

yacht arenato

Se non prendi il controllo della nave…

Inoltre, una volta che l’avrai messa in moto,  i computer di bordo hanno comunque bisogno di qualcuno che imposti la rotta, e dica loro dove diavolo bisogna andare. Altrimenti, affidandosi solo a loro, non è detto che la destinazione sia quella che vuoi tu.

Quindi, il mio parere è che tu ti stia ponendo delle domande inefficaci.

Questo dal punto di vista del coach, ovviamente.  😉

Nel coaching, una domanda si definisce “efficace” se porta un passo avanti verso la soluzione. Se ti “sposta” dalla situazione in cui sei, verso un qualcosa di utile per te. E, francamente, una domanda tipo “è normale che succeda xxx”  non è una domanda efficace. E’ solo qualcosa verso cui vuoi essere rassicurato.

E qui c’è un problema.

Io non sono qui a rassicurare nessuno. Non è il mio lavoro.  :mrgreen:

Non è per cattiveria, intendiamoci. E’ solo che, quando una persona è in un contesto che “non funziona”, l’ultima cosa di cui ha bisogno è di qualcuno che gli dica che va bene così, che è tutto a posto, ecc.ecc.

E qui, però, ci tengo a specificare una cosa: tu, come persona, come individuo, sei assolutamente ok. E’ il comportamento che attui che è inefficace. Nota bene che non ho detto sbagliato, ma inefficace.

Quindi, alla luce di quel che ci siamo detti, una domanda ora te la faccio io:

COSA VUOI?

Non da me. Cosa vuoi da te stesso, qual è il tuo obiettivo, dove vuoi “andare”, cosa vuoi ottenere?

Nel contesto scolastico, si intende…

Perchè, vedi, se non sai dove vuoi andare, non puoi nemmeno capire come andarci. Dico bene o c’ho ragione?  😆

Ti lascio con queste domande, e ti consiglio vivamente di fartele perché, come dice Caparezza, “se non chiedi non sai…

Per il resto, ti rimando al prossimo articolo.

To be continued…

(The Who – Who are you?)

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