Quali fra questi eRori fai anche tu?

By | 06/06/2012

Oggi mi sono alzato con una insana voglia di parlare di qualcosa riguardante lo studio.

Sarà, forse, colpa del sashimi di ieri sera.

Lo studio, di una qualsivoglia materia, si può approcciare spinti dalle più svariate motivazioni:

  • voglia di imparare qualcosa di nuovo
  • voglia di passare il tempo (ognuno ha i suoi gusti…)
  • voglia di confronto
  • voglia di fare qualcosa di diverso dal solito 😉
  • blablabla

In qualunque caso, lo studio è collegato al processo di apprendimento. In qualunque caso (e due) non puoi studiare senza apprendere.

Sembra una banalità ma, se ci pensi bene puoi

  • tirar calci ad un pallone, senza necessariamente giocare a calcio
  • buttarti in acqua, muovendoti come una foca in preda alle convulsioni, senza necessariamente nuotare
  • raccontare una barzelletta, senza necessariamente far ridere

Ma non puoi studiare, realmente e praticamente, senza apprendere. Ovviamente sempre che tu appartenga a questo vecchio pazzo mondo. 🙂

Detto ciò, ho avuto a che fare con studenti di ogni ordine, grado, preparazione, taglio di capelli e numero di scarpe.

Ne ho incontrati di belli e di brutti, di alti e di bassi,  di emo e di giacchecravattari. Futuri “ingiuegnieri”, futuri “creatori di spread”, futuri “stregoni erboristici”, futuri “compositori di nuvole”. A dire il vero, qualche volta, ho incontrato anche dei trapassati prossimi, ma non erano così interessanti.

Ma nessuna di queste distinzioni è da ritenersi importante.

Perché?

Semplice. Perché per me, gli studenti si dividono solo in due categorie

  • Quelli che usano strategie efficaci
  • Quelli che usano strategie inefficaci

Ti prego di notare che non ho dettoquelli che non usano strategie” perché, in un modo o nell’altro, anche lo studente più incasinato, inconcludente, instabile, inetto, inappropriato, inattivo, in… (potrei andare avanti per un’ora ed un quarto) insomma, praticamente chiunque, utilizza una strategia, ad un livello più o meno conscio.

Ma di questo, magari, parleremo un’altra volta.

Tornando a bomba, oggi son qui per parlare proprio degli errori insiti nelle strategie inefficaci.

Spesso e volentieri, questa inefficacia è basata sulla mitologia legata allo studio. Ovviamente, quando parlo di mitologia, non mi riferisco né ad Odino, Thor ed il resto degli dei nordici, né tantomeno ad Ercole, Giove, e gli uomini romantici che si ricordano gli anniversari 🙂 Nulla di tutto questo.

In questo specifico caso, con la “mitologia dello studio” intendo riferirmi a tutti quei “si deve sempre” che molti studenti han fatto propri, e che alla fine fanno più danni che altro ma, nonostante questo, son duri a morire. Praticamente come Freddy Kruger nella saga di Nightmare.

Vuoi sapere di cosa parlo?

Eccoti servito:

  • Si deve sempre leggere tutto il libro, dall’inizio alla fine, fino all’ultima parola, dell’ultima riga, dell’ultima pagina;
  • Si deve sempre sottolineare tutto ciò che è importante;
  • Si deve sempre fare il riassunto di ciò che si è studiato;
  • Si deve sempre ripetere per imparare;
  • Si deve sempre…

Analizziamo ognuno di questi “si deve”, e vediamo cosa viene fuori:

  • Si deve sempre leggere tutto il libro, fino all’ultima parola…

Questo presuppone che tutte le parole che sono scritte nel testo siano rilevanti ai nostri fini. E chi lo ha detto? Chi lo ha deciso?

E, soprattutto, chi ha deciso che devo per forza iniziare da pagina 1 per arrivare a pagina 560 e non possa invece andare a saltelli?

Se mi incuriosisse di più il capitolo 9 del capitolo 1, dove sta scritto che non possa partire da quello, se il farlo mi mettesse in grado di interagire meglio con il testo?

Chi lo stabilisce che io debba per forza studiare prima la vita di Leopardi, e solo dopo leggere “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, se questo mi piace di più e mi dà più “carica”?

Eh? Come dici? Parlare di “carica” citando Il Gobbo Supremo è esagerato?

Orsù c’è chi gradisce “riandare i sempiterni calli“…

  • Si deve sempre sottolineare tutto ciò che è importante

Ok, è vero. Sottolineare può essere una attività importante.

Conoscevo uno studente che aveva una strategia veramente particolare.

Prima leggeva tutto il libro una volta.

Poi lo rileggeva sottolineando, in giallo, tutte le parti che trovava di primaria importante.

Di nuovo lo rileggeva, sottolineando quel che trovava “ancora più importante” in verde.

E poi lo rileggeva di nuovo, sottolineando le “parole che gli ricordavano le cose importanti” in azzurro.

Poi lo rileggeva di nuovo e… l’esame era passato, e lui si ritrovava con in mano un libro modello “rainbow”, in cui non si capiva più nulla.

Ti sembra quel che si dice “strategia efficace”?

Come dici? Anche il tuo amico è un sottolineatore compulsivo?!? Ahiahiahiahi… 🙂

  • Si deve sempre fare il riassunto di ciò che si è studiato

Altro mito che pervade la vita degli studenti: Il benedetto riassunto.

Ricordo che, quando ero ancora un giovane virgulto, alcuni miei professori erano talmente fissati con i riassunti che non solo davano i voti sugli esami, ma lo facevano persino sulla qualità dei riassunti. Ma si può vivere così?!?

Il riassunto potrebbe anche essere una soluzione più rapida, rispetto alla strategia del “libro-rainbow” ma… come dire?!?

Quando hai a che fare con “Diritto privato romano”, 1100 pagine di allegra simpatia romanesca, che ti “smazzi” anche vestito da centurione, per immergerti di più nell’atmosfera del libro e, dopo notti passate in bianco per riassumere e carpire il “succo del nocciolo”, ti ritrovi con 9 block notes riempiti a carattere 9 “Times New Roman” (tanto per stare in tema), per la bellezza di nientepopodimeno che 700 pagine di sunto… non ti viene il dubbio che forse (ma solo forse) questa strategia potrebbe essere difettosa?

Ovviamente dico “potrebbe”, perché magari con qualcuno ha funzionato, o funziona tuttora.

  • Si deve sempre ripetere per imparare

“Oh Signùr d’amur acces” come si dice all’ombra della Madunina…

Eccoci alla peggior invenzione della Storia dell’umanità, dopo il Festival di Sanremo e la birra analcolica.

Ma esiste qualcosa di più noioso, obsoleto e inefficace che  studiare ripetendo i concetti sino a quando non ti entrano in testa? Ammesso che questo succeda, ovviamente.  😀

Alle volte sembra di assistere ad un esorcismo: il potere di Cristo ti espelle… il potere di Cristo ti espelle…  il potere di Cristo ti espelle…  il potere di Cristo ti espelle…

Ci credo che poi il diavoletto di turno se ne scappa fuori. Lo prendono per rottur… ehm… per noia. 😉

Prova a pensare a come hai imparato tutte (e dicasi tutte) le canzoni del tuo gruppo preferito, o a come hai imparato la formazione della tua squadra del cuore, compresa di massaggiatore, medico sociale, magazziniere ed autista dell’autobus.

Sono pronto a scommettere su due cose:

  1. Che non è stato così difficile come imparare 9 righe del Canto I dell’Inferno del nostro beneamato Dante.
  2. Che le canzoni o la formazione, non le hai imparate a furia di ripetertele, ma collegandoci “emozioni”: gioia, allegria o, perché no? Anche dolore e lacrime…

Per oggi, direi che abbiamo chiacchierato abbastanza, quindi ti saluto e ti aspetto al prossimo giro.

(The White Stripes – Seven Nation Army)



4 thoughts on “Quali fra questi eRori fai anche tu?

  1. Martina

    Buon pomeriggio mitico PANDA,
    complimenti per l’articolo che, come sempre, è davvero ben fatto.
    grazie ai tuoi pandatrucchi (motivazione, diario di bordo ecc) ho migliorato molto il mio metodo di studio, ma oggi vorrei ragionare con te e approfondire un pochino l’ultimo punto dell’articolo “Si deve sempre ripetere per imparare” perchè ultimamente mi sono scontrata proprio contro questo problemone…
    Di fatto ho sostenuto un esame (orale) che non è andato come desideravo, e il problema(me ne sono accorta durante l’esposizione) era proprio che i concetti erano sì chiari in mente, ma erano così tanti e così sparpagliati che non sono riuscita a parlare e a spiegarmi in maniera corretta.

    ecco il mio problema, io non ho MAI mai mai ripetuto da sola…(con le amiche qualche volta) ma grazie alla mia bella “parlantina” mi è sempre bastato avere il concetto chiaro in testa per poter esporre il tutto in maniera fluente.

    purtroppo come sempre accade nella vita le cose si complicano, e le cose da tenere a mente aumentano.

    penso di aver colto il significato del tuo articolo, una strategia efficace non è MAI monolitica ma deve essere duttile e adattarsi alle esigenze di quello che ti si pone davanti,
    quindi è sbagliato ripetere sempre, come sottolineare tutto, leggere tutto e via così…

    ripetere alcune volte però può essere utile specialmente per capire come organizzare un pensiero logico fatto di concetti che uno ha gia interiorizzato.
    io avrei proprio bisogno di imparare questo, c’è un modo/i per ripetere (in maniera intelligente) che non sia così mortalmente noioso come il metodo classico (PARROT STYLE)

    GRAZIE DI TUTTO
    MARTINA (Ambasciatrice pandsca :))

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    1. Panda Post author

      Ciao Martina.
      Come dicono quelli dell’ANAS: “Stiamo lavorando per voi.”
      Tieni d’occhio l’orologio: tic-tac…tic-tac…tic-tac… 😉

      Reply

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