Sei pronto a combattere?

By | 14/12/2012

Heeeeeeeeeelllllooooooooooooooou

Ultimamente ricevo molte email di persone che mi parlano della propria vita, raccontandomi storie, sogni e realtà quotidiane.

Persone che hanno superato un sacco di ostacoli, hanno vinto tante sfide ma che, improvvisamente, si sentono in una fase di blocco. E si chiedono, e mi chiedono, cosa possono fare per andare “oltre”.

Quello che faccio, con il mio lavoro, è prenderle nel punto in cui sono e portarle, accompagnarle – tramite il processo di coaching –  nel punto in cui vogliono arrivare.

Praticamente sono un tassista del miglioramento… 🙂

Tutte queste email sono diverse per stile, contenuto e provenienza ma hanno curiosamente in comune UNA parola:

ORMAI.

  • Ormai ho una certa età e non posso certo cambiare
  • Ormai ho deciso di fare questa scuola e, anche se non mi piace, devo andare avanti
  • Ormai sono in una situazione in cui non posso tirarmi indietro
  • Ormai devo abbandonare l’università perché forse non è alla mia portata
  • Ormai

Che brutta parola.

Ormai…

Mette il punto definitivo ad una situazione che, anche se ora non lo puoi percepire, non è statica ma un continuo divenire.

Non ti permette di fare quello che è normale per un essere umano:

Evolvere.

La cosa curiosa è che quel punto non lo mette una qualche autorità superiore.

Non l’ha detto Buddha, né Manitù e nemmeno Oooooooooooodino.

Quel punto lo hai messo tu stesso.

Sei tu che scrivi la parola “Fine”.

Sei tu che ti tarpi la ali, ma poi butti la responsabilità su altro. Qualcosa all’esterno di te.

Questo alleggerisce un po’ la situazione – nella tua mente –  perché puoi sempre dirti che se fossi stato più giovane avresti fatto qualcosa, che se avessi scelto un’altra scuola ora saresti il migliore della classe, che se i professori ti capissero ora avresti un Master e 4 Dottorati di Ricerca, e via dicendo.

Ma le cose non stanno così.

La realtà è che hai paura.

Paura del cambiamento.

Tranquillo, è normale.

Sei bellamente seduto in quella si chiama “zona di comfort” della tua attuale realtà, e per quanto questa possa essere pessima, è comunque una situazione che conosci.

Per andare verso “quello che vuoi” dovresti mettere i piedi fuori da questa zona, in un contesto nuovo, affrontando paure, disagi e potenziali dolori ignoti.

E questo, spesso, ci hanno insegnato fin da piccoli che non è il caso di farlo… 🙂

Meglio una situazione pessima ma conosciuta che una nuova che… chissà…

Ricordo che i miei nonni mi dicevano sempre:

Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova.

Per loro era una esortazione a restare sempre “al caldo” di ciò che si conosce. Evidentemente il valore-guida di questo discorso era “sicurezza”.

Ma la sicurezza non genera crescita, anzi è statica. Mentre alla base della crescita c’è il dinamismo. Il cambiamento.

 Richard Bandler è uso dire

Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai quello che hai sempre ottenuto

Ed è una frase su cui, immagino, siamo tutti d’accordo.

In teoria.

Ma nella pratica? Che facciamo?

Quello che succede è che facciamo spesso gli stessi identici passi ma ci aspettiamo che accadano cose diverse.

Il che, casomai avessi dei dubbi, non accadrà mai.

Quindi per chi utilizza il famigerato “ormai“, ecco una piccola storia di vita reale.

Non parlerà di scienziati termonucleari giapponesi in sedia a rotelle, di bambini di 6 anni plurilaureati ciechi dalla nascita né di geni del computer che hanno fondato società multimilionarie per poi defungere lasciando il mondo privo del loro genio.

Non sarebbero storie degne di questo blog…  😆

E’ una storia tutta italiana o meglio, un pezzettino di essa. Una ministoria.

La ministoria di Daniele Raco e del suo sogno.

Per chi non lo conscesse, Daniele Raco è un famoso comico che avrai sicuramente visto in TV se sei un telespettatore di Zelig.

Personalmente lo trovo geniale, ma non è di questo che voglio parlarti.

Daniele ha quarant’anni, è un comico affermato, si è fatto una carriera nel mondo dello spettacolo ma aveva questo desiderio: uscire dai panni del comico per diventare… cosa?

Un wrestler della Italian Championship Wrestling .

Insomma una specie di Hulk Hogan meno biondo e con più “peso specifico”.

Chi cacchio glielo faceva fare?

Alla sua età?

Nessuno.

Solo il suo desiderio, contrario a qualunque legge – dello spettacolo, del buonsenso, di Stabilità e di Gravitazione Universale – e probabilmente anche contrario alle indicazioni del medico di famiglia…  😆

Eppure si mise in gioco.

Totalmente.

Lanciò a sé stesso una sfida:

Da comico a wrestler in 300 giorni di allenamento.

Si è sfidato.

Ha sfidato sé stesso e le persone che non credevano che ce la potesse fare.

Ed ha realizzato il suo sogno.

E’ salito sul ring ed è entrato nella ICW,

Alla faccia dei quarant’anni. Alla faccia del “non ce la puoi fare”. Alla faccia delle critiche e delle prese per il culo.

Alla faccia degli “ormai…

E’ uscito dalla sua zona di comfort, da quella che era la sua vita-tipo, ed è andato a farsi un mazzo così in palestra per diventare il Kombat Komedian – (Il primo wrestler amante della pasta al pesto. N.d.P.)

Ora qui non è questione di ragionare sui perché o se ne valesse la pena.

Sono affari suoi. Per lui valeva assolutamente la pena.

Non è questione di ragionare sul suo sogno.

E’ il suo, lo ha raggiunto ed è bellissimo così.

Qui è questione di decidere se anche TU sei disposto a dedicare 300 giorni a lottare per il TUO.

Butta nel cesso la parola “ormai” e diventa anche tu il combattente che meriti di essere.

Non importa quale ring scegli.

Quel che conta è che tu decida di combattere.

 

 

Ti saluto con un consiglio: ascolta la canzone che Andrea Facco ha dedicato al Kombat Komedian, e guarda la faccia di Daniele al minuto 2:14. Io ci vedo assoluta determinazione, e tu?

5 thoughts on “Sei pronto a combattere?

  1. Daniele Raco

    Non credevo di poter essere preso mai come esempio, ho solo voluto realizzare questo sogno e ci sono riuscito anche grazie a chi mi ha sostenuto, il mio consiglio è proprio questo, guardate intorno, sicuramente fra i molti che vi dicono “ormai” c’è anche chi è disposto a sognare con voi.

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Daniele.
      Grazie per le tue parole e per il consiglio: cercare qualcuno che sogni con noi è bellissimo e ci permette di condividere il viaggio con qualcuno pronto a sostenerci in caso di “cadute”.
      Spero ti sia comunque trovato bene nei panni dell’esempio, perché hai dato una splendida dimostrazione di cosa possiamo fare nel momento in cui decidiamo di metterci in gioco. Voglio la tua action figure 😀 Invito ufficliale: se passi in Sardegna – ring o palco – ti porto a fare la elbow sopra un maialetto al forno… 😉

      Reply

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