Il gioco del lupo che vuole cambiare la propria vita

By | 25/11/2013

gioco

Ciao,
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sai che ai primi di novembre ho tenuto un corso per alcuni amici coach.

Una specie di Panda Privé, in un certo senso indirizzato a come cambiare la propria vita.

Oh, ma non facciamone un dramma, eh? Si trattava pur sempre di un evento in stile Panda, quindi:

  • Musica
  • Baci e abbracci
  • Un sacco di risate
  • Slides a tema (che fan tanto figo)

Lo scopo principale di quella giornata era fondamentalmente questo:

Imparare a notare la differenza fra quello che crediamo debba essere vero per far partire il nostro “motore interno” ( e che, alla fine, è sempre qualcosa che “manca” nella tua vita) e quello che invece può esserlo e ti permette di fare concreti passi avanti.

Quello che è successo in quella giornata ha avuto un effetto allo stesso tempo divertente e sconvolgente.

No, dai, forse sconvolgente non è il termine esatto.

Diciamo che per i partecipanti è stato semplicemente un “Effetto Panda”! 🙂

Ognuno di noi ha un progetto, un’idea, un sogno.

Sì sì, anche tu…

Dico a te.

Anche tu che mi stai leggendo probabilmente hai qualcosa che bolle, in quella pentola a pressione che hai in testa.

Eddddai, a me lo puoi dire, sù. 🙂

Grande o piccolo, magari segreto per paura che altri lo ritengano una immane cazzata, forse in cantina da anni a prendere polvere in attesa del momento giusto, ma qualcosa c’è.

Qualcosa che ti piacerebbe portare fuori dalla tua testa, per farla atterrare nel mondo reale, quasi fosse una navicella spaziale.

Hai presente Atlas Ufo Robot? Si trasforma in un razzo missile, con circuiti di mille valvole, fra le stelle spintaaaa e vaaaaaa…

Ma è curioso quello che spesso accade: non appena si inizia a parlare di sogni, di progetti, ecco che alla velocità della luce vengono fuori i “sì, ma… “.

Spuntano magicamente tutti i blocchi, tutti i problemi, tutti i muri che vedi e che si frappongono fra te ed il risultato.

Muri che si alzano, nella tua testa, più veloci e cattivi dei funghetti di Super Mario Bros.

Muri pieni di scritte che dicono:

Non puoi farcela, perché…

Vengono su talmente tanti, e talmente fitti, da farti sembrare immerso in un bosco pieno di ostacoli.

Un bel bosco oscuro in cui mancherebbe solo il lupo, come nella favola di Cappuccetto Rosso.

Chi è il lupo della tua vita?

Chi è il lupo che si aggira in questo bosco?

Se non fosse che…

In quel bosco il lupo c’è, eccome.

Ed è divertente notare come quel lupo sia… TU.

Beccato!!! 🙂

Sei tu stesso che ti aggiri furtivo in quell’oscurità, fra quei rami, osservando quei muri pieni di scritte.

Anzi… è proprio lì la tua attenzione: su tutti quegli ostacoli che vedi.

Questo potrebbe anche essere OK, in alcuni casi.

Se ti è utile, per i tuoi obiettivi, concentrarti sui problemi, allora va bene così.

Come dico sempre: “se funziona, allora… funziona!” 🙂

Ma se invece non funziona?

Allora ti ritrovi a pensare a tutti gli ostacoli che esistono fra te e quello che vuoi ottenere, fino ad arrivare al punto in cui hai talmente tanti muri davanti che l’obiettivo sparisce dalla tua vista e finisci per non averlo nemmeno più presente.

Sei talmente impegnato a buttar giù il muro di oggi che magari nemmeno sai perché lo stai facendo.

Però… devi. 😀

Ecco quello che è successo con quei 10 coraggiosi che si sono avventurati a scoprire l’altro lato della loro Luuuuna Nera.

Ognuno di loro ha lavorato su una propria idea, su un proprio progetto.

Non posso dirti quale perché… non lo so nemmeno io.

Cosa credi? Io mi faccio gli affari miei, mica sono la Maria De Filippi del miglioramento,  che vuole sapere tutto di tutti… 😀

Ogni partecipante è entrato in aula con le proprie convinzioni su come arrivare al punto X della propria mappa personale.

Ognuno aveva ben chiaro i passi che credeva fossero assolutamente necessari.

E aveva anche un’idea, più o meno definita, dei muri che gli impedivano di giungere a destinazione.

Immagino che capiti spesso anche a te di pensare di sapere dove vuoi andare, e di sapere che per farlo devi per forza fare determinate cose.

Devi fare A, poi devi fare B, poi C… fino ad arrivare ad una sequenza di cose che devi fare che nemmeno l’elica del DNA di un ornitorinco è così complicata.

Perché hai quella vocina interiore che ti dice

È così che si fa!

Lo sanno tutti, no? 🙂

Però poi, stranamente, cercando di andare in quella direzione non riesci a ottenere ciò che vuoi.

Nulla, nada, niet.

Strano. Eppure hai ricevuto le Tavole della Legge Cosmica e sai esattamente come devono andare le cose… 🙂

Ti sei mai fermato a riflettere se veramente quello fosse l’unico modo possibile?

Ti sei mai chiesto se qualcuno ha fatto passi diversi da quelli che tu credi servano?

Sei mai stato disposto a mettere in dubbio le certezze che non trovano riscontro?

Anzi, hai mai avuto la certezza che a volte un dubbio è necessario? 😀

Ho proposto ai 10 partecipanti de “L’Isola dei Pandosi” di giocare con me.

Un approccio un po’ diverso dal solito, mi dicono… 🙂

Titolo del gioco?

Facciamo finta che…

Facciamo finta che tutto ciò che sto per dirvi è possibile.

Facciamo finta che non esistano i muri di cui parlate, perché noi cambieremo il campo da gioco.

Facciamo finta che, per qualche ora, tu possa trasformarti dal lupo di Cappuccetto Rosso a Lupo de Lupis… un lupo taaaaanto buonino.

Poi, più tardi, sarai assolutamente libero di scegliere.

Perché puoi scegliere.

Scegliere se testare, nella tua vita, nuovi concetti, nuovi approcci e nuove possibilità, oppure continuare a fare come sai che “si sa che si deve fare” e che non ti produce risultati.

Sei libero.

Vuoi giocare con me?

Molte persone pensano di avere la ricetta giusta per creare la torta della propria vita ma… come mai questa benedetta torta non viene mai buona come desiderano? 🙂

Com'è la torta della tua vita?

Com’è la torta della tua vita?

Se la torta non viene come vuoi, non ci sono molte alternative:

1. Ti accontenti e te la fai piacere così com’è. Come si dice, meglio un uovo oggi…
2. Rinunci definitivamente alla torta e ti mangi un’insalata. La salute prima di tutto.
3. Continui a ripetere la stessa ricetta perché ti hanno detto che pensando “positivo” le cose cambieranno.
4. Cambi realmente qualcosa: la temperatura del forno, l’impasto, nuovi ingredienti. Provi, testi, sperimenti, fino a quando non ottieni quello che realmente vuoi.
5. Pane, Amore e Fantasia. Quello che viene viene, e… ‘sti cazzi?

Sarebbe inutile dire che continuando a fare le cose sempre nello stesso modo, continuerai ad avere una torta moscia, ma la cosa interessante è che molte persone invece fanno proprio così.

Ripetono lo stesso percorso, la stessa ricetta, lo stesso viaggio una infinità di volte. E si meravigliano di ottenere sempre e solo lo stesso risultato.

Se qualcosa non funziona, perché è “progettata” male, non sarà continuando a ripeterla identica che potrà iniziare a funzionare.

Se non mi credi, beh… allora continua pure a pensare positivo, finché morte non ti separi. 🙂

Se invece vuoi giocare con me, come hanno fatto quei 10 baldi giovani, allora eccoti al momento delle domande:

Considera quella che è stata la ricetta della Torta della tua Vita, sino ad oggi.

1. Quali possono essere 3 nuovi ingredienti per ottenerla come veramente desideri?

2. Cosa potresti fare per aumentare le tue capacità di “Pasticciere della Vita”?

3. Come cambierebbe la tua vita se iniziassi a notare che esistono altre possibilità?

A questo punto, qualcuno potrebbe dire che, per risolvere il problema del bosco, anche prendere una motosega e raderlo al suolo potrebbe essere una soluzione valida.

Certo, potrebbe.

Vuoi armarti di motosega per cambiare la tua vita?

Vuoi armarti di motosega per abbattere i tuoi ostacoli?

È vero che dandoti da fare a tagliare un po’ di quegli alberi faresti entrare luce, in quell’oscurità.

È vero che più ne taglierai e più luce entrerà.

È vero.

Ma se sei sempre e solo concentrato sul prossimo albero da abbattere, non riuscirai a notare quanta luce entrerà.

Quando guardi solo al prossimo ostacolo, non puoi controllare la strada che percorri.

Quando pensi solo al problema, non puoi mai essere libero di giocare il tuo gioco.

Se pensi sempre all’ingrediente che manca, non puoi mettere in forno nulla.

Quindi sì, ogni albero che tagli in quel bosco fa entrare un po’ più di luce.

Ma è veramente l’unico modo possibile per illuminare la tua strada?

È veramente l’unica ricetta esistente per creare la Torta della tua Vita?

Quindi, caro Lupo buonino, a questo punto il tuo tempo è arrivato.

È arrivato il tempo di scrivere la ricetta della tua torta.

È tempo di iniziare a giocare al tuo gioco.

È tempo di uscire dalle ombre.

È tempo per te di scegliere…

Il momento è ora.

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14 thoughts on “Il gioco del lupo che vuole cambiare la propria vita

  1. Grazia

    Sei un GRANDE!!! Mi diverto un sacco, il tuo carisma e la tua ironia sono Contagiosi! Già aver avuto la fortuna di leggerti. …mi ha cambiato positivamente. ..e non poco caro PANDA!!!! GRAZIE. …d’ esistere!!! la tua nuova amica KOALA!!!

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    1. Panda Post author

      Ciao GraziaKOALA 🙂
      Grazie delle belle parole. È un piacere averti a bordo del Pandilus! 😀
      Sono felice che tu ti sia fatta contagiare dall’Effetto Panda e che stia cambiando positivamente. Chissà quante cose nuove porteranno nella tua vita questa tua voglia di divertirti e questo cambiamento che hai messo in atto.
      Chissà quanto eucalipto troverai sulla tua strada… 😉
      Alla prossssssima
      Panda

      Reply
  2. adele

    Caro Panda, il tuo gioco che mi vuoi far fare mi calza benissimo. Bene,tu sai che io non sono più giovanissima.anzi !!!Beh, tu sai ?….che durante la mia vita,io tutte le domeniche,mi promettevo,domani mi alzo presto così riusciro’a fare tutto quello che mi sono prefissata,ma la sera andando a letto abbastanza tardi( 12mezza -una) la mattina dormivo e non mi alzavo prima delle9/10,le mie faccende le svolgevo ugualmente,ma tutte in ritardo, magari arrivava sera che mi mancava ancora qualcosina, qualche occhiata di mio marito che voleva sgridarmi senza aprire bocca, mi sentivo in colpa , ma sono una pigrona incallita.Penso che ormai sia troppo tardi per riparare questa lacuna. Sai come sono contenta quando mi alzo presto e come sono soddisfatta alla sera quando ci penso. Chi dorme non piglia pesci, e poi dico io non vedo girare il mondo!
    Non pensare male di me,nonostante questo mio difettaccio il mio matrimonio dura da 43 annimio marito mi vuole bene, ho cresciuto due figli ed ho anche 2 bellissimi nipotini.Ti saluto e grazie.

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    1. Panda Post author

      Ciao Adele,
      che piasér ritrovarte, benedetta fiola… 😀
      Perché dovrei pensar male di te?!?!? A vederne di matrimoni che durano 43 anni con marito e moglie che si vogliono bene, fioli e nipotini… 🙂
      Come hai notato dalla tua esperienza, per raggiungere il risultato prefissato (nel tuo caso “alzarsi presto”) è molto importante la programmazione adatta.
      Ci sono persone che dicono di voler correre la Maratona di New York, ma non riusciranno mai veramente a farlo, se non riescono a correre per più di 200 metri, se non fanno l’allenamento adatto. Lo stesso allenamento sarebbe corretto, se volessero correre i 100m alle Olimpiadi? Credo di no… 😀
      Per quel “troppo tardi per riparare”, io direi di star sù con il morale: ci sono persone che corrono la Maratona a 100 anni… 😉 http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/2011/10/17/fauja-singh-a-100-anni-corre-e-finisce-la-maratona-di-toronto/

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  3. grafite

    Pi piace sempre molto il tuo spirito e lego molto volentieri i tuoi messaggi in bottiglia.
    Mi domando: perché uno dovrebbe cambiare? perché presupporre che c’è qualcosa di sbagliato in noi per cui bisogna armarsi di una motosega? Non sarebbe meglio accettare quello che si è e il punto in cui siamo come situazione perfetta e guardarsi intorno per decidere in che direzione andare per migliorare il nostro stato a partire proprio dal punto in cui si è e accettando ciò che il karma ci ha procurato? Credo che quello sia il punto perfetto da cui partire perché è la sola cosa che abbiamo e che noi stessi, cosi come siamo, alla fine siamo tutto quello che possiamo usare per fare qualsiasi cosa.

    Reply
    1. Panda Post author

      Esimio dottor Grafite,
      grazie per l’immagine del messaggio nella bottiglia: è una cosa che mi ha sempre affascinato e che, un giorno, replicherò realmente per vedere cosa ne nascerà.
      Quello che dici è assolutamente vero, e per me non è tanto distante da quello che dico quando affermo che “Se qualcosa funziona, allora… funziona!” 🙂

      Lungi da me il presupporre che ci sia “qualcosa di sbagliato in noi”, anzi sono fautore di “capisci dove sei oggi, per capire dove vuoi andare domani”. Il lavoro che faccio con i miei clienti parte proprio da lì: da chi sei, dal punto 0 della tua mappa, e da lì prosegue verso quello che vuoi realizzare nella tua vita. Alcuni hanno l’errata idea che il coaching sia roba per chi “ha problemi”, ma quello che faccio non è occuparmi di problemi, bensì generare possibilità. Possibilità di scoperta di sé, possibilità di direzioni, possibilità di nuovi eventi. I problemi… beh, ci sono già altri che si occupano di problemi, generandoli o risolvendoli, e lo fanno sicuramente meglio di me. 🙂

      Per me cambiare non vuol dire che “non sono OK come sono”, ma semplicemente che “voglio ottenere di più”. Voglio migliorarmi, voglio aggiungere qualcosa alla mia vita. Proprio per questo dico sempre che non lavoro con i problemi ma solo con le soluzioni. Mi definisco il “Tassista del Miglioramento” proprio perché accompagno le persone dove vogliono andare. Altrimenti mi sarei definito “L’Equitalia dello Sviluppo Personale”… 😉

      Molte delle persone con cui ho avuto ed ho la fortuna di lavorare potrebbero confermare che ci sono cose che cambiano, appena scegli di dirigere la tua bussola su ciò che vuoi, ed inizi realmente a camminare.

      Come hai giustamente detto, noi stessi siamo tutto quello che possiamo usare per fare qualsiasi cosa. Tutto sta a come vogliamo “usarci” per farlo. Se mi serve la legna per il fuoco, posso accettare che mi serve, e che devo prenderla con queste braccia, ma poi devo anche confrontarmi con il fatto che le braccia, da sole, possono non bastare, e mi ci vuole uno strumento. Lo strumento adatto. Ma sono sempre io che lo uso. Quindi dietro al cambiamento c’è la persona che l’ha generato. Ci siamo noi stessi.

      Tu parti dall’accettazione per generare movimento. Altrimenti passeresti le giornate ad accettarti e basta 🙂
      E la nostra chiave comune è quella: il movimento. Se quel movimento ti porta dove vuoi realmente andare, alla fine si torna al punto X: “Se funziona, allora… funziona!”

      Cambiare? E’ umano. E’ perseverare in uno stato problematico che è roba da interisti… 😀

      A presto
      Pandanellabottiglia

      Reply
  4. adele

    Grazie Panda ,per questo articolo del maratoneta Fauja-sing,che mi ha dato la carica e speriamo la forza di volontà di vincere questa mia negligenza.Sei simpatico quando parli in veneziano!

    Reply
    1. Panda Post author

      Ahahaha beh qualche cosa dai mei anni in Veneto lo dovevo pur sciorinare da qualche parte, no? E poi Lino Toffolo è stato un eroe della mia Gioventù Bruciata… 😀
      Io lascerei stare la “negligenza” in favore di qualcosa di più allegro e divertente, che ne dici?
      Che cosa potrebbe aiutarti a muoverti verso quell’andare a letto presto, per svegliarti prima e veder girare il mondo? 🙂

      Reply
  5. Patrizia

    Bello! Giustissimo, ma metterlo in pratica che fatica….!!!!!
    Se potessi davvero tagliare metaforicamente un po’ di alberi, che liberazione!….. in realtà un Panda e un Eucalipto non lo farebbero mai!
    Ho bisogno di crescere ancora, sono un piccolo alberello, ma so che la tua è la strada giusta, at salut!

    Reply
    1. Panda Post author

      Ahahaha ciao Patrizia,
      hai ragione: ci vuole fatica a tagliare gli alberi. Ma che succederebbe se ti concentrassi sul trovare una via di uscita che magari non avevi considerato, e lasciassi l’albero dove sta? Una volta che inizi a camminare, e l’albero è dietro di te, non può più oscurarti la strada… 🙂
      Buona crescita!!!
      Panda

      Reply
  6. Costanza

    Ciao Panda,
    sono Costanza… la peggiore dei tuoi lettori…quella che ha letteralmente divorato tutti i tuoi articoli e tutti i tuoi commenti ai commenti dei tuoi articoli…ma che è ancora spalmata sul suo divano senza forza e con poche speranze che qualcosa possa cambiare!!
    Non è la prima volta che ti scrivo…mesi fa avevo postato un commento in cui ti anticipavo che avrei voluto raccontarti di più della mia vita(anche se nn sei bionda, magra e nn conduci il programma “amici”) in modo da avere qualche consiglio più preciso.
    In quella occasione ti scrissi che mi ero finalmente svegliata e avevo capito che nn dovevo concentrarmi sulle circostanze avverse ma sulle mie responsabilità.Questa grande rivelazione mi faceva riprendere la mia vita in mano….e ora che ho capito tutto…ho razionalizzato tutto….l’azione…il motore…niente nn parte!!!!!
    Aiutami Panda…sono disperata e dispero chi mi circonda…ho 33anni,sono una cantante,studio medicina e nn riesco più a dare esami.Ho una casa, un marito e un bambino di 6 anni da accudire….TUTTI mi ripetono che nn si possono fare tante cose insieme,che devo scegliere,rinunciare a qualcosa e…siccome la famiglia è prioritaria, la medicina è la cosa più sensata…devo lasciare la musica!!!
    A questo punto potresti dirmi che nn devo seguire il sogno di qualcun altro,che potrei invece lasciare medicina….ma io AMO ENTRAMBE LE COSE ALLO STESSO MODO…sono certa che se lasciassi una delle due, una parte di me morirebbe,tuttavia, se qualcosa nn cambia, nn sarò mai un medico e continuerò a cantare per qualche spicciolo.
    Ci sono poi quelli che sostengono che debba lasciare la musica x un po’ e poi riprenderla dopo la laurea….ma…quei quattro soldi ora mi servono x uscire da una situazione economica “difficile”(volendo usare un eufemismo)..inoltre,se esco dal giro..e nn sono più scenicamente adeguata…addio musica!
    Il mio obiettivo invece,quello che voglio io, è LAUREARMI IN DUE ANNI MAX CONTINUANDO A CANTARE!!!Ogni giorno però sono soffocata da faccende da sbrigare e il tempo x studiare nn c’è mai, quando poi, all’approssimarsi dell’appello di un esame,riprendo i libri, sono decisamente” fuori allenamento” .
    Non so cosa fare caro amico Panda… sono in preda al panico..mercoledì ho un esame,sabato suoniamo in un matrimonio,domenica un impegno con mio figlio…e solo 3gg x studiare!!! E’ incredibile…ho programmi di pianificazione- studio sparsi in ogni angolo della casa perchè devo sempre riaggiornarli….nn c’è giorno in cui riesca a portarne a termine uno!!!Ho paura,il tempo mi scivola dalle mani,mi sembra di assistere impotente al mio lento ed inesorabile fallimento!!!!

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Costanza,

      è sempre un piacere quando il peggiore dei tuoi lettori, dopo aver divorato articoli e commenti, si svela e si mette in gioco in prima persona 🙂
      Mi ricordo perfettamente della prima volta che mi hai scritto ed ero proprio curioso di sapere quale sarebbero state le tue “Storie di tutti i giorni”, come cantava l’esimio Riccardo Fogli.

      Capisco bene quello che racconti: il mondo è pieno di persone che sanno sempre dirti cosa devi fare, e che hanno la risposta a tutti i problemi. Degli altri. 🙂

      Su una cosa però questi “TUTTI” che hai nominato hanno indirettamente ragione: non è vero che non si può far tutto quello che si vuole, ma è AAAAAASSSSOLUTAMENTE vero che la tua attenzione è limitata. FISICAMENTE. Se dedichi 2 ore alla pulizia della casa, in quelle 2 ore non puoi contemporaneamente porre la tua attenzione sui romanzi di Bisturi e Spada. Se stai studiando, e la tua attenzione è lì, non puoi contemporaneamente occuparti del marmocchio che vuole vedere Peppa Pig vs. Barbara D’Urso. Se stai cantando non puoi pensare a come mettere Peppa in forno per cena, e via di questo passo.

      Da quello che mi racconti, mi sembra di intuire che, a dispetto delle “sirene” altrui, tu abbia un obiettivo ben preciso, ovvero LAUREA+CANTO. Stop. Le chiacchiere stanno a zero. Ma è anche vero che la soluzione al tuo amletico problema non può transigere da un passaggio obbligato: la PREPARAZIONE.

      Come potresti rivedere in modo diverso il tuo schema organizzativo? A me sembra che tu sia guidata dall’urgenza, nel fare le cose, (le faccende che ti soffocano OGNI giorno) quando l’unico modo di “uscire” da quel circolo vizioso è ragionare in termini di IMPORTANZA. Sei proprio sicura che di tutte quelle faccende che “DEVI” fare oggi, non ce ne sia qualcuna che può essere fatta domani? Cosa è veramente IMPORTANTE per te, OGGI, passare l’aspirapolvere O studiare perché, secondo i dettami della frenologia, il tuo vicino di casa potrebbe essere un serial killer di lombrichi?

      Dici che hai paura. E cosa VUOLE per te questa paura? Cosa ti dice, cosa ti chiede?
      Quale tue capacità, che ti riconosci, ti permetterebbero di concentrarti su ciò che è veramente importante per te?
      Cosa dovrebbe essere vero, nella tua vita, per permetterti di azionare quel motore che non parte?
      Quale azione lo metterebbe in moto?
      Cosa ti aiuterebbe ad acquisire la forza per alzarti da quel divano, per cambiare le cose?

      Let me know
      Panda

      Reply
      1. Costanza

        Carissimo Panda…oggi ho letto il nuovo articolo che mi hai mandato: “se lo sai allora è un problema”.Inutile dirti che ti trovo come sempre, grazie al cielo, STRANO…sì STRANO!!!A molta gente piacerebbe esserlo e, se nn ci riesce, spesso usa questo termine in modo sprezzante….io invece riaggiorno la mia mappa solo quando incontro un vero STRANO come te!!!! 😉
        In realtà volevo dirti grazie di cuore x essere una “voce fuori dal coro”… sto raccogliendo tutte le tue perle x il lavoro di preparazione che nel tuo soprastante commento mi hai invitato a fare.
        Ti scrivo solo ora perché nn trovo ancora molte risposte alle tue domande…forse le troverò strada facendo…tra un rimappaggio ed un altro…forse le troverò solo quando avrò raggiunto il traguardo… ma ora l’unica cosa che posso fare è andare avanti comunque…DEVO raggiungere quel traguardo con o senza risposte,sicura che quello che mi hai insegnato è più che sufficiente!!!
        Pertanto volevo che sapessi che sei riuscito davvero a centrare il problema…le mie energie si disperdono giorno x giorno nello spasmodico tentativo di risolvere le URGENZE, x poi scoprire, a fine giornata, che ciò che nn mi fa dormire nn è quel caffè preso dopo le 17 ma l’amara consapevolezza che ho bruciato altre 24h di vita senza fare ciò che realmente conta…ciò che è IMPORTANTE!!!
        Non sono ancora riuscita a sbloccare la mia situazione di stallo all’università…ma troverò la strategia x uscire da queste “sabbie mobili”…in fondo nn sono poi così stanca….e… come dice la pubblicità dei “ringo”: è proprio quando nn va che devi riprovarci e vedrai che la palla che aspetti arriva anche all’ultimo minuto!!!
        A presto maestroPanda….

        Reply
        1. Panda Post author

          Hello Costanza,
          che piacerooooooone rivederti in questo luogo di cambiamenti divertenti.

          Felice di essere STRANO e “una voce fuori dal coro”, e se ciò ha contribuito al riaggiornamento della tua Mappa, allora felice al quadrato! 🙂

          Sai, la vita è curiosa, perché a volte non è tanto importante avere le risposte quanto farsi le domande.
          Quelle giuste.
          A volte quando abbiamo la risposta, ci fermiamo.
          Mentre invece la domanda ci “muove” e ci porta a cercare, a spostarci in direzioni di nuove Mappe.
          E chissà, in una delle nuove Mappe potrebbe esserci il Tesoro che cerchi…

          Cosa accadrebbe se un giorno, un SOLO giorno, tu gridassi al mondo: “Fermi tutti, voglio scendere”?
          Cosa succederebbe se per oggi tu ti dedicassi a ciò che è IMPORTANTE?
          Cosa ti consentirebbe di CONCENTRARE le tue energie, e decidere che OGGI è il giorno giusto per una nuova DOLCE consapevolezza?

          Occcccchhhhiooooo… guarda la palla… 🙂

          A presto
          Panda

          Reply

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