La vita è una merda, o forse no

By | 25/06/2014

Butterfly

Quante volte, nella tua vita, hai parlato con un fantastico sostenitore della teoria che la vita è una merda?

Che sia un emo, un fan di Arisa o un insegnante di filosofia, qualcuno che sposi quella frase lo avrai sicuramente incontrato, nella tua vita, o lo incontrerai, se ancora non ti è capitato.

Io trovo questi personaggi simpatici ed utili più o meno come una tigre dai denti a sciabola attaccata ai testicoli. Per dire.

Ma, se hai incontrato un palloso di quel tipo… non sarà che quella persona, in realtà, rifletteva solo i tuoi stessi pensieri, rispecchiandoli?

Perché lo sai, vero, che quello che troviamo di fastidioso negli altri è solo lo specchio di quello che dobbiamo migliorare in noi… (LOL).

Ok, ti dico come la vedo io.

Chi ti dice che “gli altri ti sono specchio” o mente sapendo di mentine, oppure – semplicemente – non ha la più pallida idea di quello che dice, ed andrebbe rinchiuso in un posto dove non possa più arrecare danni al prossimo. Tipo S.Siro quando gioca l’Inter.

Conosco personalmente almeno 13 persone che si reputano cintura nera di seduzione mentre l’unica cosa che sanno fare è rompere le palle più di un esattore delle tasse, senza accorgersi di chiari segnali di rifiuto che arrivano, e l’unica cosa che riescono a portarsi a letto è un cuscino.

Ed ho in mente almeno il doppio delle persone che si reputano moooolto simpaticose mentre non si accorgono che le persone con cui interagiscono preferirebbero farsi mangiare le orecchie da Godzilla, e parlare di teologia termonucleare con Luca Giurato, piuttosto che passare altri 7 nanosecondi in loro compagnia.

Questa cosa sarebbe piuttosto palese, ai nostri “simpaticoni”, se non avessero il prosciutto senza polifostati sugli occhi.

Se gli altri ti sono specchio, allora sono uno specchio piuttosto opaco.

Oppure sei tu che non hai su gli occhiali giusti.

Detto questo, è sicuramente vero che se tu, per primo, ti percepisci come un Brutto Anatroccolo color cacchina, difficilmente riuscirai a far emergere il meglio di te.

E magari sei anche circondato da persone che ti dicono delle cose splendidose e simpaticamente naif come:

Poverino, quanto hai ragione, sei proprio sfigato e la vita con te è così grama… mi dispiace… alle volte la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.

Persone che ti aiutano a crogiolarti nei tuoi casini.

Persone che ti tengono bene avvolto in una bambagia color marrone.

Persone che passano il tempo a lamentarsi con te, e insieme a te, di quanto faccia schifo il mondo, nascosti dietro i loro “Si stava meglio quando si stava peggio”

A parte che, sarò strano io ma – dal mio punto di vista – si stava meglio quando si stava meglio, ecco che improvvisamente accade qualcosa…

Un bel giorno, incontri una persona diversa.

Una persona che non ti dice che sei un povero cristo.

Una persona che non ti dice che “siamo nati per soffrire”.

Una persona che non ti dice che “l’Universo ha in serbo altro, per te”.

No.

Proprio per un cazzo.

Quella persona ti dice tutt’altro.

Dice che devi smetterla.

Dice che devi toglierti quella faccia da “vi prego: compatitemi!”

Dice che o ti prendi la responsabilità dei tuoi risultati, oppure continuare a trovare qualcuno a cui dare la colpa ti sarà utile quanto un dildo a canne mozze per scrivere una cartolina.

Dice che devi alzare il culo da quel cazzo di divano.

E tu magari la prendi male…

Perché ti sembra che costui bombardi con il napalm sul bosco delle tue sicurezze.

Come si permette questo stronzissimo individuo?!?!

Non sa niente di me e mi giudica…

Non ha idea di cosa ho passato, di come ho vissuto, di quanto ho sofferto.

Non conosce la “realtà” dei fatti.

Chissà…

Forse è così.

O forse no?

Forse non gli importa di giudicarti perché il giudizio qui è utile quanto il brodo di dado su un profilattico alla fragola.

Forse sei tu che ti senti giudicato, perché hai la coda di paglia (ed il culo di gomma).

Come direbbe il mio amico Frengo: “Te bbrucc ‘o peperone, eh?”

Forse, in realtà, quello che si giudica sei proprio tu.

E stai anche provando a scappare dalla sentenza. 😉

Mio nonno era solito dirmi:

Chi nasce quadrato, non muore tondo.

E mio nonno era una grande persona, oltre ad esser stato per me un grande esempio di come si potesse ridere di molte cose.

Ma su quella definizione aveva torto, e di brutto.

Perché chi nasce quadrato, se vuole, può almeno tentare di morire ovale e, se proprio non ce la fa, almeno trapezio scaleno.

“Le persone non cambiano mai” è la tipica frase utilizzata per rilassarsi, restare comodi come si è, e non farsi rompere le palle.

L’ho sentita dire almeno un milione di volte, e – sarà un caso? – sempre da persone che puntano il dito sugli altri ma non hanno il pollice abbastanza opponibile per puntarlo verso se stesse.

E’ un bello scudo dietro cui ripararsi.

E’ una scusa.

Che posso farci? Sono fatto così…

Cazzate!

Che puoi farci?

Puoi decidere di muovere il culo ed impegnarti a cambiare.

Puoi decidere di smetterla di tentare di nasconderti dietro un dito. Quello medio, per intenderci.

Puoi decidere di toglierti quei cazzo di occhiali con le lenti di mortadella, accettare di vedere che ci sono cose che non funzionano e darti da fare per eliminarle.

Ecco cosa puoi fare.

Puoi decidere di sfanculare il tuo vecchio “te stesso” e sudare per tirarne fuori uno migliore.

Puoi decidere di buttare la birra, smetterla di grattarti la panza e darti da fare.

Puoi decidere di lottare per uscire da quella pozza di fango in cui ti lamenti di vivere per renderTI orgoglioso di te.

Ecco cosa puoi fare.

Puoi decidere di smetterla di scrivere su Facebook “che palle oggi è lunedì” ed iniziare invece ad augurare un clistere di tequila a chi ti invita a giocare a Candy Crush.

Puoi decidere di accettare che se quello che hai non è quello che vuoi, allora c’è qualcosa che devi fare per cambiare le cose.

Puoi decidere che, se la vita ti dà limoni, non necessariamente devi bere una limonata. Puoi venderli e acquistare il necessario per fare una bruschetta.

Ecco cosa puoi fare.

Puoi prendere un sacco di decisioni.

Potrei citare il mio amico Piernicola De Maria, esperto mondiale di Efficacia Personale, con il suo epico corso “30 decisioni.com” ma, purtroppo per te, non esiste più. Il corso, non Piernicola, che è ancora vivo, vegeto ed efficace… 😉

Ma c’è un problema.

Non saranno le citazioni a farti cambiare idea.

Non saranno i discorsi altisonanti.

Non saranno gli “altri”.

Sarà solo tua, la decisione.

Solo tu puoi decidere che ieri è stato l’ultimo giorno in cui ti sei crogiolato nella sfiga, nel “che mondo di mmerda” e nel “siamo nati per soffrire fino a quando ‘sto cazzo di Universo non deciderà di farmi vincere al superenalotto”.

Solo tu puoi decidere che oggi è il giorno giusto per iniziare.

Solo tu puoi decidere che domani avrai già fatto due passi avanti nel percorso che conduce ad una nuova vita.

Solo tu.

Ed è giusto che sia così.

Perché, se non lo farai, se non deciderai, allora poi non potrà essere “colpa” dei Cugini di Campagna che hanno ordito un astuto piano per farti vivere in una condizione di merda.

Non potrà essere che tu sia solo un povero sfigato che sopporta i dardi dell’avversa fortuna perché sei nato per soffrire.

Non potrà essere il mondo ingiusto, il governo ladro e l’amministratore di condominio stronzo.

Ah no, quest’ultimo è possibile… ma non è una scusa comunque.

Se non lo farai, sarà una scelta.

E’ questo il vero bivio.

Bivio

O scegli di decidere, oppure scegli di non decidere.

In qualunque caso, sarà una scelta.

Agire positivamente è una scelta.

Mettere la testa sotto la sabbia è un’altra.

Non esistono persone che non scelgono.

A parte gli ingegneri, ovviamente: loro non esistono. Funzionano. 😉

Ti hanno forse insegnato, in un modo o nell’altro, che puoi evitare di scegliere, ma non è così.

Molti pensano di non essere capaci a fare una scelta, quindi cercano di evitarle.

Molti altri credono che evitare di scegliere possa far schivare un possibile dolore.

Ma anche scegliere di non scegliere è comunque fare una scelta.

Sembra un paradosso, vero?

Un po’ come dire che Gigi D’Alessio è un musicista, ma…

È ora che qualcuno ti faccia notare che tu scegli da sempre. Da quando eri ancora un cucciolo di umano.

Hai sempre scelto la tua strada: voglio provare a camminare, non voglio le verdure, voglio la pappa, non voglio dormire, prendimi in braccio, voglio i cartoni, cantami la canzone dei Puffi… cazzo, da bambino sei stato un Serial Killer Decisionale, altro che cazzate.

Poi, pian piano, hai cercato di schivare le responsabilità e, per questo, le scelte.

Oppure hai scelto per far contenti altri.

Oppure ancora hai lasciato che altri scegliessero per te.

Ed ora, che cosa sei?

Che cosa scegli?

Scegli di tenerti ben stretto ciò che non ti piace, oppure scegli di cambiare le cose?

Scegli di restare in un recinto che conosci, per paura dell’ignoto, oppure scegli di aprire la porta, respirare dell’aria fresca, e iniziare a camminare in un mondo nuovo?

Un mondo magari meno “conosciuto” di quello attuale, fatto di possibilità che oggi non vedi.

Un mondo in cui ci sono regole diverse.

Un mondo che valga la pena scoprire.

Che cosa scegli?

Ma poi, detto fra me e te… sarà poi facile scegliere di cambiare le carte in tavola?

NO.

E chi ti dice il contrario guarda Sanremo.

Scegliere di cambiare, farlo consciamente, è solo per chi è veramente folle.

Perché non è forse vero che sono i folli, quelli che cambiano le regole del mondo?

Ma – per favore – non attaccarmi il pippotto di Stiv Giòbs con “siate affamati, siate folli”… per favore.

Scegliere consciamente è solo per due categorie di persone:

  1. Gli ottimisti
  2. I pessimisti

Stop.

Se sei un ottimista, non c’è nemmeno bisogno che ti spieghi perché la tua scelta di far cambiare la direzione del vento, ti porterà ogni onore e gioia, nei SecoliDeiSecoliAmen.

GiàLLoSai che accadrà e te ne stai anche un po’ vantando con gli amici…

C’è solo un piccolo meccanismo da settare, ossia… immaginiamo per un momento che tu, alzando gli occhi al cielo, veda un meteorite che sta per planarti sul cranio.

Caso 1: Sorridi a 64 denti, ringrazi il buon dio che sta mettendo alla prova la tenuta stagna della tua mutanda e, restando immobile dove sei, pensi con tutto te stesso: “Andrà tutto bene, adesso grazie alla potenza della Legge dell’Attrazione Nucleare Gravitazionale Termoionica, attrarrò Bruce Willis e tutto il cast di Armageddon, i quali distruggeranno l’asteroide cantando Felicità di Albano e Romina, e poi si fermeranno anche a fare due foto con me”

Caso 2: Sorridi a 64 denti e pensi: Ok, sta arrivando un meteorite, no panic!!! Cosa posso fare per levarmi di torno il più velocemente possibile e pararmi il culo prima che mi venga ridotto come una forma di emmenthal inserita in un forno a 230°?

Ecco, nel primo caso non è che tu sia ottimista.

Sei solo da ricovero… 😉

E se, al contrario, sei un pessimista?

Ah, in quel caso, cambia tutto…

Se sei un pessimista, e pensi che il livello della merda procapite si stia precipitosamente innalzando, e dalle ginocchia stia quasi per arrivare al petto beh… allora non credi che sia finalmente arrivato il momento di imparare a nuotare, per togliersi velocemente da quel liquame? Oppure pensi sia meglio continuare a dimenarti mentre la marea marrone sale?

Puzza

Pillola Rossa o Pillola Blu?

Sai chi sono gli unici che invece non sanno e non possono scegliere consciamente?

I Mediomen.

E chi saranno mai, questi strani individui?

Ecco chi sono:

Quelli che “come va, va…”

Quelli che “tanto non cambia mai nulla…”.

Quelli che “boooooh, non so…”.

Quelli che “la vita è sofferenza, il mondo è cattivo e le persone sono malwaaagie”

Quelli che “non posso farci niente, non è colpa mia…”

Ecco, queste persone sono un pericolo per la salvaguardia della specie umana.

Perché sono in realtà degli ectoplasmi dalla forma che richiama vagamente quella umana, ma dalla consistenza simile a gelatina.

Insomma una specie di scatoletta di Carne Simmenthal, ma con le scarpe da tennis.

I Mediomen non desiderano né scappare da qualcosa che non vogliono né tantomeno andare verso qualcosa che desiderano.

I Mediomen sono quegli strani individui per cui se una cosa va bene, allora va bene, ma se una cosa va male, allora… va bene uguale.

I Mediomen sono intorno a noi, in mezzo a noi, come dice Frankie Hi NRG MC e si aggirano caracollando come in The Walking Dead.

E per di più, hanno il tocco di re Mirda: tutto quello che toccano viene contaminato e mediomenizzato alla velocità della luce.

Qual è il problema di essere un Medioman?

Semplice: i Mediomen si inseriscono in una situazione di equilibrio per cui cercheranno sempre di evitare di fare un passo in una qualche direzione perché “e se poi te ne penti?”

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E quando sei in una condizione di equilibrio, sai che succede?

Che, se stai bene e sei in pace con il mondo, ti senti come Ataru Moroboshi in mezzo ad una classe di conigliette di Playboy.

Mentre se stai male… e il Medioman, per definizione, sta male… allora lì sono i veri problemi, sai?

Lo so, quest’ultima cosa ti sembra strana ma… purtrooooooppo è vera.

Ed è questo il motivo per cui molte persone non cambiano situazioni di merdissima che le fanno star male: proprio per colpa dell’equilibrio.

Stanno male, ma stanno in equilibrio in un percorso conosciuto… e vanno avanti così.

Perché la spinta che devi dare per uscire dal tuo Girone Dantesco, l’energia che devi usare per spezzare l’equilibrio che ti tiene fermoimmobile dove sei, è talmente tanta che… semplicemente non sai da dove tirartela fuori. E qui non voglio essere volgare… 🙂

Però non voglio fartela più difficile di quella che è: gli equilibri si possono rompere, ma solo una volta che ti accorgi che ci sono e decidi che è tua responsabilità spezzarli. E questo è ampiamente dimostrato dalla letteratura medico-scientifica oltre che dalla vittoria di Suor Cristina all’ultima edizione di The Voice.

suora

Se le cose vanno male, non sarà continuando a stare sempre nello stesso cerchio che cambierà il menù del giorno.

Se le cose vanno male, non sarà lamentandoti e basta che cambierai il percorso della tua vita.

Se le cose vanno male, non sarà rimettendo il disco da capo, che cambierà la musica.

Se le cose vanno male, allora è ora di muovere il culo!

Perché a volte, per cambiare le cose, bisogna cambiare strada, cambiare macchina e cambiare marcia.

Se stai giocando ad un gioco che non ti piace, allora è venuto il momento di rifiutare le regole che ti hanno imposto.

Se accetti il piano di gioco generale, e le regole degli altri, giochi in un modo che difficilmente potrai vincere… ammesso che tu voglia realmente vincere questa partita, e non aspettare di reincarnarti in una vacca sacra per essere servito e riverito, fra 200 anni.

Perché a volte ci vuole un cambio di prospettiva, per cambiare la realtà che ci circonda.

A volte bisogna puntare lo sguardo in una nuova direzione.

A volte bisogna essere disposti a mettersi in gioco in un modo diverso.

A volte bisogna diventare dei grandissimi rompicoglioni che gridino al mondo: “Can You Hear Me?”

Tu vuoi essere un Medioman o spaccare le regole?

Vuoi lamentarti o cambiare gioco?

Vuoi cambiare le cose?

Lo vuoi?

E allora muoviti.

Alzati.

Agisci.

E benvenuto nel Circo della Farfalla!

14 thoughts on “La vita è una merda, o forse no

  1. Lucia

    ciao Panda

    Forte quel—mente sapendo di mentine—e non cito le altre battute…. sei forte.
    Che dire? da parte mia non ci sono commenti, non sbagli una virgola e quello che dici e’ pura verita’. Niente altro, volevo solo mandarti un saluto.
    Il bimbo ed io siamo sempre piu’ indaffarati con il cambio di vita che ci si prospetta a New York, indaffarati ma anche su di giri. Il divano l’ho visto poco in tutta la mia vita e meno adesso, mi andra bene vero? io ne sono certa.
    ciao
    Lucia

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Lucia,
      come sempre, grazie dei complimenti!
      Ricambio il saluto e… coraggio: vedrai che andrà bene!!! 😉
      Un abbraccio al bimbo e tanti saluti alla Grande Mela.
      A presto

      Reply
  2. Sabrina

    Sei un grande…chiunque tu sia…..E sai che c’è?? Che per la prima volta mi sono sentita “grande” anch’io…leggendo le tue parole e vedendo quel filmato fantastico…!
    Ho pianto…e mi sono meravigliata di qto possiamo essere GRANDI!!
    Ed è proprio vero…Più grande è la Lotta e più è glorioso il Trionfo…. E basta allora intossicarci con “Qta vita di Merda!””…
    GRAZIE…GRAZIE…GRAZIE !!!
    Un abbraccio!!!

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Sabrina,
      grazie dei complimenti.
      Ooooooh finalmente qualcuno che mi dice che si sente GRANDE!!!
      E bbbbbasta con questo spandere “modestia” nel mondo per non sembrare persone che se la tirano… eccheccazzo. Ogni tanto prendiamo il coraggio a due mani e, se siamo veramente GRANDI, diciamocelo pure! 😉

      Al prossimo giro di giostra.
      Panda

      Reply
  3. fiorenza

    Ciao Panda,
    c’è bisogno del tuo incoraggiamento e del tuo modo di pensare! sono d’accordo con te che è ora di smetterla di piangersi addosso, la vita è bellissima anche quando le cose non sono sempre perfette, o forse proprio per questo. Quando si affoga, poi il respiro è fantastico e si capisce quanto siamo stati stupidi a preoccuparci. Grazie per il filmato! A presto Fiorenza

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Fiorenza,
      hai ragione: “quando si affoga, poi il respiro è fantastico…” 🙂

      A presto
      Panda

      Reply
  4. Marco

    Grazie. Dal più profondo del mio cuore.
    Cambiare in onore di questo tuo lascito è già grande per me. Mi hai dato la forza.

    Reply
  5. lucia

    Ciao Panda

    Che dire, non so fare commenti, hai detto tutto tu ed e’ cosi vero quello che dici, cme sempre, mi sono fata le solite risatine.
    Sono felice che ti ricevo ancora, dopo aver cambiato indirizzo non ci speravo tanto.
    Mi sono mossa….sono a New York col nipotino (ti ricod di me vero?), inizio un po’ faticoso ma positivo, adesso devo continuare e la voglia di fare non mi manca, il divano lo vedo poco.
    grazie per tutto quello che dici.
    Lucia

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Lucia,

      che piacere ritrovarti. Certo che mi ricordo, per chi mi hai preso, per un fan di Arisa? 😀

      Sono felice che le cose per te ed il tuo nipotino vadano come hai voluto. Come vedi, muovendo il culo, i risultati, anche se in modo faticoso, ma arrivano. Ed è sempre meglio che stare seduti sul divano a piangere sui cornflakes versati. 😉

      Buona proseguimento sulla strada che hai scelto.

      A presto
      Panda

      Reply
  6. irene

    Wowwww Panda!!!
    Ahhh scusa mi sono fatta prendere dall’euforiaaa e non ti ho salutato…
    Ciao Panda e grazie, sei veramente una persona speciale e con i tuoi consigli só di poterlo diventare anche io! Adesso scusa ma scendo dal divano.. Spero di leggerti presto. 🙂
    Irene.

    Reply
    1. Panda Post author

      Complimenti, cara Irene, per la tua decisione per aver deciso di diventare una persona speciale.

      Mi raccomando… una volta che hai deciso di scendere dal divano, è importante che tu scelga anche di iniziare a camminare nella direzione di ciò che è realmente importante per te. 😉

      Buon viaggio, e buon divertimento!
      Panda

      Reply
  7. PierBernarda

    Cazzo mi sa che questo blog è proprio quello che cercavo. P.s., Panda è pure il mio soprannome

    Reply
    1. Panda Post author

      Tanto per sapere… cosa stavi cercando, che poi ti ha portato su questo blog? 😀

      Reply

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