La destabilizzazione della paura del giudizio

By | 09/10/2013
La paura del giudizio

La paura del giudizio in azione…

Hai mai avuto paura del giudizio altrui?

  • Paura di non essere perfetto
  • Paura che se non facessi la cosa X, gli altri penserebbero che sei un vero cagone
  • Paura di non essere quello che altri vorrebbero tu fossi

Sicuramente qualcuno, almeno una volta, ti ha detto cose tipo

  • Devi far qualcosa per cambiare
  • Devi risolvere il tuo problema
  • Devi acquistare l’ultimo cd di Marco Carta

Ma tu?

Tu cosa pensi realmente dei cambiamenti che, secondo altri, dovresti fare?

La storia che sto per raccontarti è accaduta il mese scorso, in un posto lontaaaaaano lontanoooo.

Vuoi seguirmi?

C’era una volta un Panda che, durante un’allegra vacanza, decise di portare i propri nipotini a fare i Nani Pazzerelli in un parco acquatico.

Una splendida giornata dedicata a fare il PandaZio, pensò…

Ed invece la nera ombra del terribile Mostro che prima o poi terrorizza tutti gli adulti, noto con il nome di “E perché?!?”, incombeva su di lui più dell’aumento dell’IVA al 22%.

Tutto sembrava procedere “tranquillamente”, in mezzo a bimbi urlanti, spruzzi d’acqua, adolescenti in piene esplosioni ormonali che rincorrevano qualunque cosa potessero palpare, bimbominkia comunicanti in codice e – sopra ogni cosa – la musica zarra di rito: tunza tunza tuna faiga… tunza tunza… ah ah.. tunza…

In questo allegro e divertente quadretto, mentre il nostro eroe si dava da fare per dimostrare ai suoi due nipotastri che non tutti gli adulti esistono per stare sulla sdraio a leggere “La Gazzetta dello Sport” o “Diva e Donna e Non si Fa i Cazzi Suoi”, ecco salire dal profondo degli abissi infernali una entità malefica che, preso possesso della mente del Nipote Numero 1, gli fece fuoriuscire dalla bocca le seguenti parole:

Mi accompagni sugli scivoli d’acqua?

“Quale scivolo vuoi?”, chiese il nostro malcapitato.

  • Kamikaze
  • Anaconda
  • Twister
  • Surfing Hill

Il pupo scelse il Surfing Hill ed insieme, mano nella mano, salirono in cima alla torre per lanciarsi in direzione dello specchio d’acqua, ribollente di costumi colorati, che li attendeva più in basso.

Fffffffffffffffffffffffffiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuummmmmmm…

Siamo sinceri: il nostro Panda non si divertì nemmeno per il caaaaaaaa…volo.

La sensazione fisica di quella sciovolata aaaaaa bombaaaazzza  fu piacevole quasi quanto mettere del pecorino grattugiato nel bicchiere della dentiera della nonna di Capuccetto Rosso per poi bere il tutto con la cannuccia.

E tralasciamo pure il fatto che il costume da marinaretto di Panda – evidentemente non uso a cotal “sbragata” – fece talmente tanta resistenza passiva che nemmeno Gandhi, al punto che una volta atterrato in piscina, il nostro si ritrovò praticamente in tanga brasiliano… 🙂

Passarono solo pochi secondi dall’atterraggio nella pozza che il pupo – pieno di adrenalina quasi quanto Cher di botulino – volle ripetere l’esperienza.

Ma stavolta l’obiettivo nel mirino fu il Kamikaze:

  • 15 metri di altezza
  • 80 metri di volteggio
  • Una pendenza simile alla caduta verticale dell’audience dell’ultimo Grande Fratello…

Il Panda alzò la testa, scrutando quell’ammasso di bulloni e lamiere e, pensieroso, si accarezzo il volto stanco.

Poi deglutì.

E poi parlò.

NO.

Quella parola rintronò come il rutto di un Tyrannosaurus Rex dentro un megafono.

Improvvisamente la musica si spense.

Tutti i bambini rimasero sospesi a mezz’aria.

I padri bloccarono improvvisamente lo sfogliare compulsivo delle varie Gazzette, e le madri misero il segno sull’articolo “Belen si sposerà in bianco o metterà la spirale intrauterina?”.

I bimbominkietti smisero di comunicare in bimbominkiese via aifon ed iniziarono silenzionsamente a sbombolettare sui muri la dimostrazione del collegamento fra l’ultimo teorema di Fermat e l’utilizzo ad minchiam della lettera K.

Gli adolescenti in piena esplosione ormonale continuarono a tentare di accoppiarsi furiosamente con qualunque cosa ma… zitti zitti.

Il silenzio regnava sovrano.

Un silenzio rotto solo da queste parole:

No, mi spiace, CiccioNano, ma non ho nessuna intenzione di salire su quell’affare, perché la sensazione di vuoto cosmico in discesa mi arreca un fastidio pari quasi al dover assistere ad una puntata di “Aspettando X-Factor” martellandomi un testicolo.

Il pupo non capì le motivazioni pandesche – “del resto è un bimbo”, diranno alcuni (nella fatal convinzione che invece un adulto si sarebbe comportato diversamente)

Ma come?!? Perché non vieni?!? Perché perché perché?!?! eh? EH?! Dai… ma se salgo io tu, che sei grande, non puoi aver paura… daiiiiiiiiiiiiiii…

E così accadde…

Ed il Panda si ritrovò a spiegare alla versione piscinesca di Cucciolo che la paura è una cosa normale, e che anche i grandi ce l’hanno, e non sono strani per questo.

Ma quello che fu veramente curioso – e che è il fulcro del racconto, piccini miei – fu il motivo per cui il nostro eroe non volle lanciarsi a capofitto dal Kamikaze.

Non fu la paura.

Caro Nanoide con il costumino, non mi piace quello che tu invece trovi stimolante e divertente – disse il nostro Panda.

E fu così che si ritrovò a spiegare le differenze fra le persone…

In pratica uno scivolo diventò una metafora della vita.

Ma dimmi tu… 🙂

Fondamentalmente il pupo rimase dubbioso, e si chiese – e gli chiese – com’era possibile che lui, proprio lui, il Panda, non facesse NULLA per togliersi quel fastidio. E quasi commosse il nostro cinico coach quando disse:

Ma scusa, se hai questo problema, TE LO DEVI TOGLIERE! Sali con me sul kamikaze e vedrai che una volta sceso ti sarà passato tutto!

STOP!!!

Ora, a parte che quel Nano avrebbe venduto la sua collezione di carte dei Pokémon pur di ottenere ciò che voleva, resta comunque il fatto che il concetto da lui espresso è oltremodo interessante.

Un pensiero comune a persone ben più grandi e mentalmente strutturate di un bimbo di nemmeno 8 anni:

Se hai un “problema”, te lo devi togliere.

Devi cercare il modo di eliminarlo dalla tua vita, per essere “finalmente libero”.

Detta così non è neanche una idea malvagia, vero?

Ma…

(Quanto mi piace il momento “Ma…” )

C’è una discreta fallacia logica in questo discorso.

Se sono una persona in possesso delle mie facoltà mentali, non ho una dipendenza da droghe né abuso di alcool, né ho un atteggiamento compulsivo verso l’Inter, quindi sono uno “normale”, per quanto mi faccia schifo questa parola (intendo la parola Inter), chi può stabilire che per me una cosa X è effettivamente un problema, a parte me?

Perché la questione qui si fa interessante… 🙂

Per me stesso – in quanto Panda – potrebbero esserci sicuramente dei problemi derivanti da eventuali fobie.

Potrebbe essere un problema, per me come coach:

  • L’androfobia, visto che il mio lavoro si svolge a contatto con le persone
  • L’aviofobia, visto che in un modo o nell’altro sugli aerei ci devo salire spesso e volentieri
  • La neofobia, perché il coaching è fatto di splendide novità ed ogni giorno porta un nuovo insegnamento
  • La papirofobia, perché vivo praticamente dentro la Biblioteca di Babele
  • L’InterFobia, perché – purtroppo – molti dei miei clienti, ed amici, non capiscono una mazza di calcio.

Ma – e che resti fra noi – quale può essere la limitazione derivante dal fatto che mi fa veramente schifo salire su uno scivolo d’acqua?

Perché usare energia per combattere contro qualcosa che non sento come un nemico del mio percorso?

Perché cercare di diventare a tutti i costi un guerriero spartano, sanza macchia nemmeno di sugo?

Io non ne vedo l’utilità.

Non mi interessa.

Ci sono certamente paure e fobie limitanti, che ti fanno perdere occasioni importanti per la tua vita.

A tal proposito, ricordo una mia cliente di qualche anno fa – una bravissssssimissima cantante –  che si ritrovò con una paura fotonica di volare.

Per qualcuno potrebbe non essere un problema: “Sti cazzi? Prendo il Frecciarossa e via di goduria“, ma se vivessi su un’isola e l’unico modo di spostarti – senza morire di vecchiaia nel viaggio – fosse l’aereo, allora forse la questione potrebbe assumere una nuova prospettiva… 🙂

Questo sì che è un esempio di fattore limitante!

Perché volare per lei significava anche lavorare, e non credi anche tu che sarebbe meglio poterlo fare senza attaccarsi al collo della persona a fianco gridando “Moriremoooooooooo tuttiiiiiiiiiiiii, non c’è scammpooooooooooo!!!” mentre usi il reggiseno come maschera d’ossigeno? 🙂

In casi come questo – limitanti per vivere la vita come la desideri – capisco, approvo e sottoscrivo che si faccia qualcosa, con tutte le proprie forze, per cambiare le carte in tavola.

Cambiare le cose per non “morire”, in un certo senso e ad un certo livello.

Come cantava il grande Gianni: “Non si può morire dentro”

Ma se ti alzi al mattino e ti senti vivo come non mai, se fai di tutto per andare nella direzione in cui davvero vuoi andare, se senti che non ci sono muri abbastanza alti per tenerti lontano da ciò che vuoi ottenere… se sei in questa situazione, beh… che si fottano tutti gli scivoli d’acqua del mondo!!!

Gli altri pensano che io abbia paura? Va bene.

Anzi, il termine specialistico corretto, in casi come questo, è sempre uno splendido:

‘Sti Cazzi?!

Sono imperfetto perché non mi preoccupo né delle macchie né delle paure?

Può darsi.

Forse nessuna delle mie  macchiepaurose mi preoccupa perché sono focalizzato su ciò che voglio ottenere e mi occupo di eliminare solo gli ostacoli, quelli veri, che mi trovo davanti.

Sono pieno di macchie, come tutti.

Perché come tutti sono un essere umano, ed essere imperfetto è nella natura umana.

Fa parte di noi.

Fattene una ragione. 😉

Figurati che una delle mie paure più forti è quella di svegliarmi, un giorno, e di trovarmi a cantballarecitare ad Amici facendo il tronista mentre mi arriva una busta con su scritto “C’è Busta per Te” dove dentro trovo un’invito per l’Isola dei Famosi che mi invita a recarmi – via Pechino Express – a trovare Gordon Ramsey che mi insegnerà a cantare come uno che ha veeeeeeeeeeeramente l’X-Factor…

E per sfuggire a questa mia fobipauradelirante, mi alleno ogni giorno a parlare in italiano corretto, non urlare come un macaco in calore, rispettare le persone e – possibilmente – evitare le frasi:

  • “Mi dai emozioni”
  • “Sono qui per trovare il vero Amore”
  • “Voi non capite la mia Arte”.

In più, non rispondo MAI al postino, anche se suona due volte…

E non mi interessa il giudizio degli altri su ciò che deve essere o meno prioritario nella mia vita.

Non mi interessa quello che gli altri vogliono per me.

Ma… torniamo alla nostra storia, per capire come va a finire?

Il puponauta, vedendo che il Panda non aveva alcuna intenzione di cedere a pianti, strepiti, incazzi e carte dei Pokémon, rivelò la vera natura che stava dietro alla sua richiesta:

“Eh ma uffa… io ho paura a salire da solo, voglio che tu mi accompagni!!!”

( Ecco svelato l’arcano: Non sarà che – a volte – chi vuole spingervi a cambiare qualcosa di voi, lo fa solo perché lui stesso ha quel blocco e voi siete uno specchio in cui si riflette?  N.d.R.)

Ed allora il nostro Panda, esercitando le sue rinomate Arti Matemagiche, si avvicinò all’orecchio del bimbonano e gli disse qualcosa…

Il bimbo lo guardo,  sorrise, e poi tutto solo si avviò allegramente verso lo scivolo, lanciandosi in quella sua nuova avventura.

Che cosa gli disse, il nostro Panda?

Non è importante.

Quello che conta è che il Nano capì che poteva affrontare il suo Drago, e che non gli serviva altro che sé stesso.

Poteva farcela da solo.

Perché quello che veramente conta è che, in qualunque momento, puoi tirare la maniglia della porta e andare fuori.

Ma solo se per TE è importante.

Solo se TU lo vuoi.

 

1st image courtesy of Photokanok/FreeDigitalPhotos.net

16 thoughts on “La destabilizzazione della paura del giudizio

  1. liliana

    Grande Panda. Colpisci sempre nel centro.
    Sino a poco tempo fa (e di anni ne ho parecchi) ho sempre cercato di raggiungere i miei obiettivi dicendomi che non mi interessava il parere degli altri ma con una sensazione perenne di senso di colpa . Quando mi sono resa conto che non era cosi “normale” sentirsi in colpa, ho cercato di analizzare un po’ il mio passato . Deduzioni (non sempre facili “ancora” da applicare ) :
    -ho sempre fatto del mio meglio
    -ogni decisione e’ da valutare nel momento che viene presa (senza se o ma )
    -ognuno di noi ha aspettative nei confronti degli altri che diamo per scontate ma che non lo sono
    -ci sara’ sempre qualcuno a cui le mie decisioni non andranno a genio.
    Mi sono dilungata un po’ ma questo e’ quanto volevo dirti.
    Ti ringrazio di cuore.

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Liliana,
      denghiù for de complimént 🙂

      Direi che le tue deduzioni ti hanno portato a scoprire cose veramente importanti di te.
      Ti ringrazio di averle rese disponibili qui, anche perché credo che la tua esperienza possa essere un ottimo “specchio” per permettere ad altri lettori di vedere sé stessi e le proprie azioni passate in un modo diverso per… chissà, forse ottenere cose future.

      Quel “Ho sempre fatto del mio meglio” è F-A-N-T-A-S-T-I-C-O!!!

      Mi piace molto (senza se o ma) l’ultima della lista:
      – Ci sarà sempre qualcuno a cui le mie deduzioni non andranno a genio

      E consiglio caldamente a chiunque la legga di… rileggerla, e rileggerla, e rileggerla e continuare a rileggerla fino a quando non gli viene voglia di muovere finalmente il culo invece di ammazzarsi di pippe mentali su “oddio, e se faccio questo invece di quello, non è che poi mi dicono che invece chissà forse avrei dovuto magari… ” 😉

      Alla prosssssima

      Reply
    2. liliana

      Grazie per la tua risposta!!!
      Non pensavo di aver scritto cose interessanti, anche perché rivedere il passato fa sempre abbastanza male.
      Comunque le tue parole mi sostengono nel cammino (ancora lungo!!) e ti seguo con vivo interesse.
      Buona domenica !!

      Reply
      1. Panda Post author

        Ciao cara Liliana,
        rivedere il passato fa male – forse – perché ancora hai la tendenza a giudicare determinate situazioni passate.
        Forse giudichi te, o forse altri, o magari giudichi le situazioni stesse, chissà…
        Lungi da me dire cosa è giusto e cosa invece sbagliato.
        Ma quello che è sicuro è che ciò che di buono c’è in te, oggi, è anche figlio di quello che fa abbastanza male rivedere. 🙂
        Buona domenica anche a te.
        Panda

        Reply
  2. valeria

    bello, mi è piaciuto, e concordo.
    però secondo me non è vero che non è importante quello che hai detto al bimbonauta. Cioè, capisco che non è il nocciolo dell’odierna questione, quindi riguardo a ciò non è importante.
    Però, se tu sai la formula magica per fare svanire le paure con due paroline, beh sono curiosa di saperle anche io…..
    baci
    v.

    Reply
    1. Panda Post author

      Ahahahaah ciao Valeria,
      nessuna formula magica, mi spiace. Purtroppo mi chiamo Panda e non mago Merlino, anche se mi piacerebbe tanto poter avere un cappello a punta, vestirmi di blu ed avere una luuuuuuuuuunga barba bianca.

      Come hai letto nella storia, non ho parlato di “due paroline” ma di “qualcosa”… 🙂

      Qualcosa che effettivamente non era il nocciolo della questione, ma visto che me lo hai chiesto così gentilmente, ti posso dire che conosco ed utilizzo con i miei clienti di coaching almeno 3 metodi per far combattere le paure.

      Nessuna magia perché sono dei processi precisi, basati sul collegamento “processo mentale/emozione” e su come il tuo sistema interiore vada in “blocco” in alcune particolari situazioni.

      Eh, lo so… sembra strano dire a qualcuno che ha paura dei ragni che, se vuole, può eliminare quella paura ma… purtroppo… si può 😀

      Qui http://www.effettopanda.com/dicono-di-me/ puoi leggere proprio di una persona – un’altra cantante (vuoi vedere che mi sto specializzando?!?) – che racconta proprio di una sua paura svanita.

      Un’ultima cosa, prima di salutarti.

      Come si dice nel coaching, una semplice “apertura di possibilità”:
      Hai mai pensato che, a volte, potrebbe essere utile far “apparire” qualcosa più che farne “svanire” un’altra?
      Magari, in qualche caso, per affrontare un Drago potrebbe funzionare di più l’acquisire il coraggio, che il togliersi la paura… 😉

      Au reeeeeeeeeeeevoir
      Panda

      Reply
      1. valeria

        grazie Panda, anche tu sei molto gentile!!!
        adesso vado a leggermi “cosalacantantedicedite”
        buon finesettimana
        valeria

        Reply
        1. Panda Post author

          Ahahaha se non fossi gentile il WWF non mi avrebbe mai scelto come simbolo… 😉
          Buon fine settimana anche a te e arrivedercisivici su questi schermi!!!
          Panda

          Reply
  3. mariarosaria

    è vero,la paura rende schiavi e dipendenti,per niente liberi,si ha bisogno degli altri………ognuno di noi le ha….chi grandi chi piccole,chi le ammette e le tira fuori,chi le tiene nascoste in segreto e se ne vergogna pure….sfidarle è un grande segreto,perchè esse sono grandi solo perchè le si pensa…ma quando le si affrontano e le si sfidano…si scopre che erano così facili…così stupide….e magari hanno bloccato un intera esistenza…non serve una motivazione forte per vincerle…ma è sufficiente l’orgoglio e l’amore verso noi stessi…a far si che nulla sia da ostacolo alla libertà interiore

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Mariarosaria,
      dici bene: a volte le paure bloccano un’intera esistenza. Ed è vero che si possono sfidare, e si possono battere.
      Grazie per aver condiviso il tuo pensiero. 🙂

      Buona Libertà
      Panda

      Reply
  4. Don Giovanni

    Che articolo penoso!!!Ho sprecato parte del mio tempo a leggere una storia piena di ridicole battute per poveri coglioni e con una morale da 4 soldi!Complimenti Panda!Articolo magistrale e primo che mi sorprende così tanto in negativo…bleah!

    Reply
    1. Panda Post author

      Ahahahaha caro Don Giovanni, ti ringrazio per il tuo prezioso feedback.
      Mi dispiace che tu abbia sprecato parte del tuo tempo per leggere la mia storia, ma fortuna che te n’è avanzato abbastanza per commentarla. Altrimenti non avrei mai saputo che tutti gli altri articoli sono migliori. Sei un amico, e ti ricorderò nelle mie preghiere al Grande Spaghetto Volante! 🙂
      Quando avrai ancora un po’ di tempo da sprecare, passa pure a giocare con noi.
      Panda

      Reply

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