Il tassello mancante

By | 14/02/2013

SOS

Qualche giorno fa, all’interno di un gruppo di miglioramento personale, è accaduta una cosa che voglio condividere con te.

Qualcosa che, come “facilitatore del cambiamento” (parola figa per dire “coach”) sono abituato a notare.

Una persona che – per la privacy – chiameremo Deboroh, pose un problema relativo al proprio “piano d’azione” per il successo.

Quello che stava succedendo era molto semplice: ciò che aveva nella sua testa – il “come” sarebbero dovute andare le cose – non coincideva con quello che stava accadendo nella realtà. La sua realtà.

Detto in altri termini, senza parlare come il Ministro dell’Istruzione: si aspettava A e invece succedeva Z.

Qualcosa non funzionava secondo i suoi desideri.

Hai mai incontrato persone in una situazione simile?

Qualcuno che, per quanto si sforzi, sembra non ottenere risultati?

Il nostro amico Deboroh si è limitato a seguire l’idea di base del cambiamento:

  1. Vuoi ottenere A
  2. Costruisci un piano d’azione
  3. Ti muovi

Detta così sembra praticamente impossibile sbagliare, vero?

Ma nel caso del nostro Deboroh qualcosa si era inceppato.

Qualcosa non andava.

Come mai?

Vediamo cosa ci racconta Mr.Deb:

  1. La mia condizione è X
  2. Voglio ottenere Y
  3. Dovrebbe succedere xxxx ed invece non succede
  4. Dubbi, dubbi, incazzature, di nuovo dubbi (porkput@#@****** fank@#@*****)

Questo era  il riassunto strizzato al massimo.

Il dettaglio invece svela questioni interessanti:

  1. Ho cominciato a fare B, C, D, E, F, G, H… millecosetutteinsieme
  2. All’inizio sembrava funzionare, poi ho cominciato a “cedere”
  3. Quindi non cambia nulla, è tutto come prima, più di prima
  4. Porcapu@#@#********
  5. Comprerò tutti i cd di Arisa e mi suiciderò le orecchie.

Qualcosa nel suo sistema “migliorante” ha fatto crash.

Ma cosa mai potrebbe essere?

No, non era il lettore cd. 😉

L’idea di base era perfetta ma Deboroh sembrava in alto mare.

Era realmente così?

Dubbi

Le cose in realtà stavano cambiando, ma lui non poteva accorgersi di questo.

E sai perché?

Perché era troppo concentrato a pensare a “come dovrebbe andare” per accorgersi di “come va”.

E quando hai la tua idea, e nulla di quello che succede la smuove, allora… Houston abbiamo un problema. 😀

Quando cominci a fare qualcosa di diverso, le cose cominciano a cambiare.

Forse lentamente, ma qualcosa cambia.

Ma tu devi essere pronto a notare (e magari annotare) i cambiamenti, anche piccoli.

E per fare questo, devi essere:

  • Presente
  • Focalizzato
  • Determinato

Si sente spesso parlare di determinazione e focalizzazione. Quasi mai invece di un concetto importantissimo come quello di essere “presenti”.

Forse fa molto più figo dire a sé stessi (e agli altri) di essere determinati, focalizzati, …ati: dei veri Leader.

Un sacco di gente vuole essere leader, al giorno d’oggi.

Un sacco di gente vuole “guidare” gli altri.

Se la metà di questo sacco di gente, che vuole guidare gli altri, cominciasse a sviluppare la metà della capacità di guidare sé stessa, chissà… forse vivremmo in un mondo migliore; un mondo senza l’Isola dei Famosi e dove gli Amici di Maria si donano alla scienza per sperimentare gli effetti dell’elettroshock testicolare sugli stili di apprendimento.

Forse.

La realtà è che non puoi guidare proprio nessuno, se non sviluppi la capacità di essere presente.

Ed essere presente non vuol dire altro che essere totalmente cosciente, nel qui ed ora.

Sembra qualcosa di utile solo per i monaci buddisti, o per qualche patito di yoga.

Invece è qualcosa che fa la differenza fra raggiungere o non raggiungere il tuo risultato.

Questo è il tassello mancante nel puzzle di Deboroh.

Puzzle

Era sicuramente determinato e focalizzato nel raggiungere l’obiettivo che si era posto.

Era disposto a fare qualcosa per cambiare, e lo stava facendo. Anche massicciamente. Forse troppo… 😉

Ma non era “lì” a notare ciò che stava realmente succedendo.

Era da qualche altra parte, a dirsi “Ecco, ora deve succedere questo, poi questo, poi quest’altro…”.

E quando le cose cominciavano a cambiare, lui non era “lì” pronto a notare il comecosaquando.

E se non noti questo, non hai abbastanza informazioni per cambiare rotta.

Sei destinato, come il Titanic, a prenderti un iceberg in faccia. 🙂

Titanic

Come se andassi da un tatuatore dicendogli: “Voglio che mi tatui una tigre sulla schiena”.

Quello comincia a trapanarti con la macchinetta, mentre guarda Buffy l’Ammazzavampiri, mentre parla con sua cugina, mentre ascolta lo Zoo di 105, mentre si lamenta delle tasse, mentre canta “mille giorni di te e di meeeeeeee”, mentre balla la zumba… Ztttttttttt zttttttt ztttttttt…

Tu resti lì, sereno e tranquillo, con il tuo bell’iPod che ti spara in cuffia l’ultimo dei Vallanzaska, mentre pensi a quanto è figo il fatto che hai scelto il miglior disegno di tigre possibile, e che sarà bellissimo, e che sarà tutto bello colorato, e che tutti i tuoi amici moriranno di invidia, e…

Dopo un paio d’ore gli chiedi, semplicemente: “Come va?”.

E lui, tranquillo e beato, ma sempre impegnato in mille altre cose, ti dice: “Tranquillo, sono sicuro che verrà fuori una tigre fantastica…”.

Poi, dopo 6 ore di lavoro: “Ooooooooook abbiamo finito!”.

Tu, tutto fiducioso, vai a guardarti allo specchio e… sorpresa!!!

Al posto della tua tigre, simbolo di potenza e fierezza, ti ritrovi un bel… ippopotamo vestito da Zorro!!!

“Booooh –  ti fa lui – non so che dirti… avrebbe dovuto uscire fuori una tigre”. 😀

Qualcuno potrebbe obiettare che il tatuatore, pur essendo determinato, non fosse però focalizzato sull’obiettivo richiesto.

Può essere.

Quello che però è certo è che il cliente non era “presente”, altrimenti avrebbe notato i segnali di “Pericolo: Ippopotamo all’orizzonte”. 🙂

Spesso le persone si creano un modello mentale di quello che deve succedere.

Se il modello non collima con la realtà iniziano i problemi.

Quello che è importante, se vuoi evitare i problemi nel viaggio verso i tuoi obiettivi, è che tu tenga ben salda la barra del timone, controlli la bussola, e che sia sempre “presente” in quello che fai, quando lo fai.

Solo così puoi notare se quello che stai facendo è efficace oppure no.

Solo così puoi evitare gli iceberg.

Solo così puoi verificare i tuoi progressi.

Solo così vedrai apparire la tua tigre.

Altrimenti… pioveranno ippopotami. 😉

1st image courtesy of Danilo Rizzuti/ FreeDigitalPhotos.net

2nd image courtesy of David Castillo Dominici/ FreeDigitalPhotos.net

3rd image courtesy of David Castillo Dominici/ FreeDigitalPhotos.net

4th image courtesy of Victor Habbick/ FreeDigitalPhotos.net

9 thoughts on “Il tassello mancante

  1. Stefania

    Fantastico…..dopo averlo riletto io qualche altra volta, lo faccio leggere a mio figlio!!! Grazie =)

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    1. Panda Post author

      Grazie Stefania. 🙂 Buona lettura a te e tuo figlio.

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  2. adele

    Come hai ragione!!! io quando parlo con qualcuno ad un certo punto del discorso mi estraneo e non lo seguo quasi più .Ma non perchè non mi interessa il succo del discorso,ma mi da fastidio il panigirico delle parole.Sei fantastico .

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    1. Panda Post author

      Ciao Adele.
      Ti ringrazio 🙂
      Anche io non apprezzo il girare intorno alle cose. I panegirici mi causano elefantiasi nondicodove :).
      Uno dei miei Maestri diceva: “Se si può dire con 3 parole, ditelo con una. O state zitti, che non guasta mai.”
      A presto.

      Reply
  3. adele

    eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeea

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    1. Panda Post author

      Ciao Paolo.
      Grazie.
      Lavoreró sempre per essere “incisivo” cercando di non diventare mai un “dente del giudizio”… 😉

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  4. Elena

    Utilissimo! D’altronde si sa, troppa carne al fuoco si brucia!

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    1. Panda Post author

      Ehhhh per fare il barbecue ci vuole una certa “mano”… 🙂

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