Cosa è la verità? (ovvero il gatto di Schrödinger colorato di rosa)

By | 24/02/2014

CatUltimamente mi è capitato di sentire un discorso sui cosiddetti “pericoli della relatività”.

Le persone in questione, che Einstein e l’Accademia della Crusca le abbiano in gloria, intendevano parlare dei pericoli del “relativismo”.

Chissà se tutto è nato dalla canzone di Tiziano Ferro “Rosso relativo”…

Ognuno dei simpatici oratori in questione postulava verità incontrovertibili, proponendo la propria assoluta visione del mondo, basata su interessanti ed illuminati punti cardine:

Queste erano, più o meno, le conclusioni della lunga dissertazione antropologica in oggetto, basata su un fantastico agglomerato di regole di vita.

Ognuno di questi curiosi figuri sapeva cos’era giusto.

Ognuno di loro aveva la Verità in tasca.

Ma cosa è la verità?

Però… domanda da nulla, eh?

Dal mio punto di vista è piuttosto strano sentir parlare dell’importanza di capisaldi, di regole, di punti cardine in un momento storico in cui sono assolutamente palesi le difficoltà che incontrano i congiuntivi, gli accenti, le virgole e le lettere “c” a sbarcare il lunario; PorKoMondo, AnarKia e Viva la Pappa Kol pomodoro.

I miei clienti, i miei colleghi ed anche i miei amici immaginari sanno bene che io non sono un tifoso sfegatato delle Regole.

O meglio, non apprezzo le regole che servono solo a tenerti bloccato in una situazione che per te non funziona.

  • Le regole depotenzianti.
  • Le regole deprimenti.
  • Le regole de-ficienti.

Certo mi stupisco sempre di come non esploda la tastiera del computer a chi scrive, sulla sua pagina Facebook, cose tipo: “xké se avrei avuto la possibilità di fare le cose a modo mio sicuro ché avrei successo” .

Ma Facebook è il regno del Male, quindi non fa testo.

Regole e sogni da realizzare possono andare d’accordo?

Sì e no.

Se le regole a cui ti stai attenendo non ti aiutano a raggiungere ciò che vuoi, non ti restano che tre alternative:

  1. Lasci andare i tuoi Sogni e ti tieni regole che non funzionano, vivendo poi nel rimpianto e nei cd di Arisa.
  2. Cambi le regole e ci dai dentro con il pedale dell’acceleratore, creando la vita che veramente vuoi.
  3. Ti chiudi in una grotta, vestito solo di una mutanda di pelle di papero (come i Manowar), e la butti su “Se non raggiungo ciò che voglio probabilmente non sono ancora pronto, l’Universo non vuole, non ho desiderato bene, devo distaccare il mio animo impuro dai desideri terreni” e via di postumi post sbronza thesecrettiana.

manowar

Tu quale stai scegliendo?

Nel Fantastico Mondo del Miglioramento Personale si usa sempre citare la frase “La mappa non è il territorio“.

Non ricordo se lo disse Alfred Korzybski, in una lezione su “La Semantica Generale e la ridondanza della pizza al pesto”, o se fosse una semplice frase da Baci Perugina alla prugna, ma non è questo l’importante.

Il punto è che sappiamo cosa non è la mappa.

Ma si può sapere allora che cacchio è?!?!

La terra dei draghi

Ecco in aiuto Pandapedia: fondamentalmente è l’insieme delle tue credenze, dei tuoi valori, del tuo linguaggio, insomma di tutto ciò di cui è composto il tuo piccolo mondo antico.

  • Quello che a te sembra chiarissimo.
  • Quello che per te “è così”.
  • Quello che “ci metterei la mano sul fuoco”.

Fighissimo, vero?

Viviamo tutti sopra lo stesso pianeta, ma ognuno di noi vive nella propria piccola Mappa del Risiko, ed ognuno pensa che quella sia IL mondo.

Ed invece è solo la Kamcatka… 🙂

Inoltre, per aumentare il divertimento, pensiamo spesso che quelli che sono fuori (dalla nostra mappa, non dal balcone) non capiscano proprio una mazza di come va realmente il mondo.

Perché gli unici che indossano gli occhiali giusti per vedere la Verità siamo solo noi.

Gli altri hanno la porchetta di Ariccia sugli occhi. O il seitan, se sono veg…

A volte mi è capitato di citare la frase di zio Korby con qualcuno che non aveva mai sentito parlare di Miglioramento Personale, e sono stato guardato come se fossi un rincoglionito cronico, in preda a deliri da eccesso di puntate di C’è Posta per Te.

E che me ne frega a me di mappe, di Tom Tom e di territori? Ammé la geografia manco mi piace…

Va bene, lasciamo perdere Korzy et compagnia cantante.

Contento?

Però caro amico, ormai sei grande, ed è anche un bel po’ che ti aggiri per il mondo, quindi hai avuto la possibilità di notare che ogni tanto tu sei convinto di vedere una cosa mentre altri ne vedono una totalmente diversa.

Di questo abbiamo evidenze ovunque e dovunque (ecco, questo per esempio è nella mia “mappa”… ) e ciò è piuttosto palese a chi ha la mente abbastanza aperta per notare che la Verità è spesso un concetto aleatorio.

Basterebbero le cosiddette “chiacchiere da bar” su calcio, politica e amicidimaria per darti esempi eeeeeeenormi di questo. Prendiamo ad esempio due chiacchieroni del Bar Mario, che chiameremo – amichevolmente – Signor 1 e Mr.2.

  1. L’Inter è la terza squadra di Milano!
  2. Ma sei scemo?!?!? Ma se lo sanno tutti che è la sesta…

Altro esempio?

  1. Io voto Antonio, votoAntonio,votoAntonio, votoAntonio lui sì che è onesto.
  2. Ma che sei scemo?!?!!? Ma vota Cetto, che lui sì che è uno che può traghettare l’Italia. Vota Cetto, ascolta ammmmé.

Sugli amicidimaria non commento, perché odio la violenza negli stadi. Larvali.

Quindi un giorno o l’altro, se non vuoi farti venire un esaurimento nervoso, e vuoi aggiungere felicità alla tua vita, dovrai accettare che quella che tu credi essere inconfutabilmente la Verità, lo è più che altro nella tua testa.

Ti racconto una storiella in merito:

Quando ero solo un piccolo panda che frequentava le elementari, ogni tanto capitava che mi facessero fare dei disegnini per scatenare la mia animalesca creatività.

Hai presente il classico “disegna le tue vacanze, disegna il cortile della tua scuola, disegna la fiera dell’est dove per 2 euro un topolino tuo padre comprò“?

Quello che capitava era che, spesso e volentieri, coloravo le facce delle persone di grigio.

Certo, al giorno d’oggi mi avrebbero legato al lettino di  qualche consulente scolasticopsicologgico al grido di “Il bambino non ha fiducia nella classe genitoriale e quindi esprime così il suo disappunto per non aver ricevuto la playstation a natale”, ma quelli erano altri tempi. Tempi bastardi.

La maestra, di fronte alle mie composizioni artistiche, si incazzava sempre come un coccodrillo davanti ad un negozio Lacoste e mi cazziava regolarmente, dicendomi che (ovviamente) dovevo colorare gli esseri umani di rosa.

Concetto ineccepibile, vero?

Io rispondevo: egregia signora Maestra – e pregasi notare il maiuscolo in segno di referenza/deferenza/…enza –  ma guardi che sono rosa, poffarbacco.

E lei: NO! Sono grigi.

No, sono rosa.

No, sono grigi.

No…

No…

No…

Alla fine si chiudeva il dibattito con il più classico dei vai in punizione nell’angolo, nota sul diario e convocazione dei genitori per “manifestazioni anarchicoinsurrezionaliste del pargolo, che tende a sovvertire l’ordine costituito del Sacro Romano Arcobaleno e non accetta le regole scolastiche, eaggiungituqualchecazzatachenonmenevengonoaltre”.

Il che poi, ovviamente, si traduceva in punizioni carnali una volta tornato a casa.

Cose orribili del tipo Adesso ti metti qui sul divano e ti guardi prima Remì, poi Peline Story, poi Candy Candy e poi almeno 3 puntate di Heidi. Così la prossima volta impari!!!

Nooooooooo, vi giuro, farò il bravo, ma gli orfanisolialmondosenzaunalira echevannoraminghiperilmondo nooooooooo.

RIDATEMI GOLDRAKE!!!

Lo so, ti starai chiedendo perché ti ho raccontato tutto questo, condividendo con te le gioie goldrakesche e i dolori heidiani.

Beh, il fatto è che fin da piccolo ho sofferto di una particolare forma di daltonismo che non sto qui a raccontare perché ho fretta.

Beh, sofferto non è la parola giusta, visto che me ne son sempre fregato ma ero e sono pandaltonico quindi, parafrasando il Rigoletto di Verdi, direi che “rosa o grigio, per me pari sono”.

Quindi io coloravo gli esseri umani con una matita che per me era oggettivamente rosa.

Ma nel mondo della mia maestra quello era oggettivamente grigio.

Quello che posso dire è che lo scontro fra la mia piccola mappa del mondo e quella della mia illustre maestra (seguace indefessa del metodo Montessori, come avrai astutamente capito) mi è costata un certo numero di puntate di Goldrake e Mazinga Z e per questo spero che lei sia ora nell’inferno degli scorticati vivi di Grosso Guaio a Chinatown.

Tutto questo, in seguito, è stato per me l’equivalente dell’Illuminazione per Gautama Buddha: avevo delle mie “regole” e altri volevano che mi adeguassi, che cambiassi il mio modo di vedere le cose (e mai frase è stata più azzeccata) che mi conformassi a quello che “È”.

Perché “quello che dico io è vero, e quello che vedi tu è falso!”.

Solo che ovviamente non avrei potuto vedere le cose diversamente, nemmeno volendo.

Ma qui la questione in ballo non è se fosse giusto o sbagliato, volente o nolente, levante o ponente.

La questione è che quando ci si scontra violentemente con la mappa degli altri, quando ci si erge sempre e comunque a detentori della Santa Verità, quello che succede difficilmente avrà effetti positivi.

Io ho vissuto anni con persone che mi hanno fatto pensare di essere “strano” (e ‘sti cazzi?) di essere uno che non studiava i colori (essì… ) e di essere uno che non si applicava a capire le differenze fra il grigio canna di fucile ed il grigio culo di topo.

A nessuno era venuto in mente di provare a “guardare” nella mia mappa per vedere cosa ci fosse realmente dentro.

Solo dopo anni, grazie a dei test specialistici, ho potuto finalmente capire di essere sì uno strano, uno che non studiava i colori e che non si applicava a comprendere le differenze fra il verde pisello ed il verde pene barzotto MA, contemporaneamente, di essere anche daltonico.

Ed ho potuto finalmente acquistare tutti i dvd arretrati di Mazinga Z e Goldrake. Mazinga Z Ora, toglimi una curiosità…

Quante volte ti è capitato di essere assolutamente convinto di conoscere qual era la Verità Rivelata, per poi scoprire che ciò in cui credevi non era poi così vero?

Però, cacchio… come poteva non esserlo: tu lo sapevi che lo era!!!

Come poteva non esistere Babbo Natale? Anche se lui e tuo papà non apparivano mai nello stesso momento…

Come poteva non essere reale la Befana? Anche se una sua sosia abitava sul tuo stesso pianerottolo…

Eppure, un bel giorno, la tua Mappa cambia, e tutto ciò che un tempo era vero ad un tratto non lo è più.

Oppure, al contrario, una cosa che pensavi fosse una grandissima cazzata, improvvisamente diventa un punto cardine della tua vita.

Figurati che io, ad esempio, mi sono addirittura sposato… 😀

Perché la Mappa della tua vita è un continuo divenire.

Se fosse statica, significherebbe nessuna crescita.

Niente, nada, niet.

Sarebbe un campo arido e brullo più o meno come la testa del commissario Montalbano.

In un campo in cui si gioca un gioco in cui, ovviamente, tu hai sempre ragione e gli altri sempre torto.

Un gioco a cui, un bel giorno, potresti anche trovarti a giocare da solo.

Perché quelli che han sempre ragione – a parte me – dopo un po’ rompono le palle… 🙂

Adesso guardati bene allo specchio.

Sicuro che questo stesso atteggiamento tu non lo stia utilizzando ora?

Sicuro che tu non sia chiuso dentro la tua mappa, arroccato come se dovessi difenderti da un’invasione di Arise Non Identificate del Terzo Tipo?

Sicuro che 3 per 0 faccia zero?

3per0 Quindi se io ho 3 mele, e le moltiplico per zero, qualche stronzone si è mangiato le mele che avevo prima?

Dimmi un po’, tu di che colore vedi il mondo?

Di che colore credi che sia la tua Verità?

Cosa ti servirebbe per aprirti alla possibilità che il tuo rosa possa essere, per altri, un grigio?

Specchio specchio delle mie brame…

Saluti color lilla scuro

P.S. Eccoti una dimostrazione musicale di quello che alcuni vedono rosa, ed altri grigio. 

18 thoughts on “Cosa è la verità? (ovvero il gatto di Schrödinger colorato di rosa)

  1. alessandro

    mah io come mappa di campo brullo ci vedevo più la tua di testa che quella di Montalbano … che strano.

    Un saluto grigio come è profondo il mare

    Reply
    1. Panda Post author

      Ahahahahahahahahah.
      Beh il fatto è che tu sei un artista.
      E come tutti gli artisti non puoi limitarti ad una visione del mondo proposta dall’esterno, bensì hai bisogno di esprimere le tue turbe. Anche psichiche… 😀
      E poi, come tutti gli artisti, vesti senza giacca e cappello: https://www.youtube.com/watch?v=YRP2iGSom14

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  2. Gioia

    sei un tesoro di Panda…grazie per queste chicche intelligenti….senza k z x y b :o)

    Buona giornata…grigia o rosa che sia

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    1. Panda Post author

      Ahahahaha hai dimenticato la w… 😀
      Grazie del grazie e buonisssssssima giornata color arcobaleno.

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  3. ILARIA

    mi fai riflettere proprio in uno di quei momenti in cui penso ‘perche cavolo gli altri non capiscono che devono pensarla anche loro come me’ … vedi io so proprio di aver ragione ma ogni persona ha i suoi tempi e le sue modalità… forse non mi spiego bene ma il tuo articolo è proprio arrivato a fagiuolo!! ti ringrazio tantissimo per i pensieri che mi invii li trovo sempre molto preziosi.. e grazie per le risate che mi fai sempre fare! un abbraccio

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    1. Panda Post author

      Ciao Ilaria,
      hai visto? Ho uno specchio magico che mi consiglia, in modo da far riflettere i miei lettori proprio “in quei momenti”… 😀
      E’ bello che tu abbia capito che ogni persona ha i suoi tempi e le sue modalità. Complimenti!
      Grazie per le belle parole e arrivederci alla prossima riflessione con risata incorporata. 🙂

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  4. Stefano

    Evvai!!!!! Finalmente qualcuno che si accorge di quanto è bello aver torto.

    Proprio poco tempo fa stavo pensando che la verità e la ragione sono credenze limitanti e invece aver torto è una credenza potenziante.
    Pensaci un attimo, quando pensi di aver ragione ti blocchi nella tua posizione, non vai oltre, sei arrivato alla suprema verità.
    Invece quando pensi di aver torto ti chiedi il perché delle cose, alimenti la curiosità, continui a cercare e ti si aprono molte porte e molte strade che sarebbero rimaste chiuse se tu ti fossi asserragliato nel tuo voler aver ragione.

    Ecco, ora se mi date ragione mi inca… ;P
    Tanti abbracci pelosi ma morbidissimi.
    Stefano

    Reply
    1. Panda Post author

      Ahahahaha ma no, Stefano: hai assolutamente TORTO! 😀

      Il tuo pensiero è fantastico, e lo trovo molto potenziante.
      A patto che…
      A patto che chi ha torto viva quel torto chiedendosi cosa può imparare da esso e come muoversi verso un miglioramento.

      Se io ho torto, e reagisco come la Strega di Biancaneve, non so quanto possa essere potenziante. A parte che per i produttori della Melinda e per il fatturato della Val di Non… 😀

      Quindi, hai assolutamente torto, tranquillo!!! 😉

      Io il concetto lo esprimerei così: “Quando pensi di avere torto E ti chiedi cosa hai imparato da esso, E ti chiedi come fare un passo avanti, alimenti la curiosità, continui a cercare e ti si aprono molte porte e molte strade… ”

      Hai estrapolato quella che, nel mio modello di coaching, si chiama Linea Guida Vincente. Tienitela cara… 😉

      Chiedersi “perché” non sempre è potenziante, anzi ti porta spesso alla deriva dei continenti eheheheh.
      Il perché spesso ti blocca sul momento in cui sei. Il “come” ti fa andare oltre la Barriera. Come ne “Il Trono di Spade”.

      Io scriverei quella frase dovunque.
      Anche sulla macchina della vicina di casa.
      Con un cacciavite. 😀

      Torto * Torto * 3.14
      Panda

      Reply
  5. alessandro

    Accidenti spero che abbiate visto solo i telefilm e non stiate leggendo i libri di “the Game of Thrones”, altrimenti mi togliete il gusto di avere torto raccontandovi come va a finire!!

    Reply
    1. Panda Post author

      Ale, io ho tutti i libri (editi sinora), e sto anche guardando il telefilm.
      Ma leggenda vuole che “Cronache del ghiaccio e del fuoco” sia una serie che finirà solo quando a Martin taglieranno le mani.
      Chissà, la cosa fa ben sperare per il futuro…
      A proposito, tu per chi fai il tifo? 😀

      Reply
  6. UomoTigre

    La realtà è che non siamo noi daltonici,sono gli altri che chiamano lo stesso colore con nomi differenti 😀

    Bella Panda!

    Reply
    1. Panda Post author

      Ahahahahahah

      Eilà, come va la vita a Tana delle Tigri?
      E’vero che il Postino-Tigre si è licenziato perché le Poste-Tigre non fornivano più il Formaggio-Tigre in mensa?

      Reply
      1. UomoTigre

        Tutto bene ,anche mister X ci metteva del suo,pensa che ha assoldato uno per rubare dei coltelli per farmi fuori ahahaha illusi!!

        Reply
        1. Panda Post author

          Ahahahahahahahah meno male che sei stato addestrato come si deve.
          Ma adesso prendi la pensione-tigre e te la spassi al mare, sotto un ombrellone-tigre, oppure sei ancora operativo? 🙂

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          1. UomoTigre

            Macchè mare tigre con l’ombrellone tigre!(giusto per non farmi riconoscere) 😀
            tra scale mobili che danno su finestre con archi di tempo imprecisati e le meze stagioni che non ci sono più…mi sa che chiedo l’aiuto di Tony Inoki,hulk Hogan e rat-man e faccio fuori mister x,prendo in mano l’azienda e apro un genitorificio, cosi risolvo anche il problema dell’orfanotrofio di Ruriko e che se Odino vuole magari ci scappa anche un po di lingua con sta stordita che son 105 puntate che cerco di broccolarla ma nulla 🙁

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            1. Panda Post author

              Beh effettivamente un ombrellone-tigre darebbe un po’ nell’occhio, ma anche tu che vai in giro con quella maschera… pare che stai sempre dal denstista. “Dica AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”… 😀

              Ma che diamine ci fai con Ruriko? E’ un manico di scopa con le basette… ahahahahah.

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              1. UomoTigre

                Effettivamente ha più basette di me….mi hai convinto la mando come diversivo a mister X!

                Reply

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