Ama te stesso e sogna

By | 24/02/2013

Sogni

Sogni.

Che bella parola…

Molte persone passano la vita inseguendo un sogno.

Qualcuno lo raggiunge.

Qualcuno no.

Molti credono che sia solo questo l’importante: raggiungerlo o non raggiungerlo.

Ma c’è un’altra considerazione da fare.

Un qualcosa che spesso si scopre solo dopo che si è «corso» molto. E invano.

Prima di iniziare a chiederti se il sogno che hai meriti o meno tutto il tuo impegno, ti chiedo una cosa:

Di chi è il sogno che stai inseguendo?

Ti sei mai fermato un attimo a fare a te stesso questa domanda?

Chissà cosa potresti scoprire…

Hai una sola vita (almeno in questa vita 😉 ) e credo sarebbe il caso che tu la impegnassi per raggiungere il tuo sogno, invece di inseguire quello di qualcun altro.

Altrimenti – forse – una volta arrivato a fine corsa, di fronte all’ineluttabilità della Signora con la falce (NO, non la tua ex insegnante di filosofia…) potresti capire, improvvisamente, che  hai speso un sacco di energie per far contento chissà chi, andando “in direzione ostinata e contraria” a quello che era lo scopo della tua vita.

E lo Scopo della Vita – te ne parlerò in futuro – è qualcosa che fa la differenza fra Vivere e tirare avanti.

Niente di male, eh… ci riproverai al prossimo giro. Ma per ora… GAME OVER. 😉

È importante che tu ricordi che lo Scopo della Vita parte dall’amare te stesso.

Questa è una delle prime cose che si imparano, nel mio modello di coaching.

Come puoi amare te stesso se ti annulli totalmente e fai qualcosa esclusivamente per far contente altre persone?

È fondamentale che ti assicurati di perseguire il tuo sogno e non quello di qualcun altro.

Basta poco per smarrire la rotta…

Basta poco per trovarsi a vivere la vita di qualcun altro.

Un sacco di gente potrebbe avere un sogno per te:

  • I tuoi genitori
  • I tuoi insegnanti
  • I tuoi amici

E tu?

Che sogno hai?

Ho conosciuto molte persone che hanno vissuto vite di altri. E senza nemmeno reincarnarsi… 🙂

Architetti “nell’animo” che si sono ritrovati a lavorare in banca per far contenta mammina, che non voleva un disoccupato a passeggio ma un figlio in banca di cui essere orgogliosa con le amiche. (Sigh)

Musicisti “dentro” che hanno spento ogni sentimento verso la scala pentatonica minore perché in loro risuonava la Voce della Coscienza (di altri) che gridava in testa: ma trovati un lavoro vero, che vuoi fare, il pezzente tutta la vita?

Maghi dei fornelli che si sono dovuti piegare a stronzate tipo vuoi andare a scaldare le polpette in una mensa per due lire? Ma studia l’informatica che lì è il futuro e che poi scoprono che – per loro – non solo l’informatica è una grandissima rottura di palle, ma non hanno mai avuto una minima possibilità di realizzarsi, in quel mondo “alieno”.

Filosofi che si ritrovano per anni a fare gli ingegneri. Uno forse lo conosci anche tu: Luciano De Crescenzo.  😀

Sia che tu – lettore – sia un genitore, sia che tu sia un figlio, avrai anche solo sussurrato e/o sentito sussurrare di cose di questo tipo:

Devi fare così! È questa la scelta giusta per te!

Presupposizioni…

Quante presupposizioni ci sono nelle frasi precedenti?

Il triste presupposto che un genitore sia orgoglioso di un figlio solo se quest’ultimo fa una determinata cosa.

Il presupposto che la musica sia roba per poveracci e che il lavoro, il vero lavoro, sia altro. Forse spaccare pietre è un lavoro, ma cantare o suonare uno strumento… per carità.

Il presupposto che il cuoco sia qualcosa che non fa guadagnare. Chissà cosa ne pensano Ferran Adrià o Heinz Beck

Ma, su tutti, il Presupposto Massimo, quello più meschino, subdolo e nascosto:

TU, caro figliuolo, non puoi ottenere che risultati mediocri seguendo i sogni, quindi lascia perdere e punta sul “classico”. Fai come ti dico io che è meglio… fidati!

E se fossi potuto diventare un architetto più famoso di Renzo Piano?

E se fossi potuto diventare un musicista più bravo di David Gilmour?

E se fossi potuto diventare un cuoco che usa lo scalogno meglio di Carlo Cracco?

E se fossi potuto essere il MIGLIORE?

Qualcuno citato nei libri di storia?

Tutte cose che non scopriremo mai… perché hai scelto di seguire il sogno di qualcun altro, invece del tuo.

Però in una cosa – fidati – sarai sicuramente bravo.

Nel fare l’attore.

Tutta la vita.

Perché quella che dovrai vivere non sarà la tua vita. Starai semplicemente recitando una parte.

Ed il mondo è pieno di persone così.

Attori.

Persone che recitano per decine e decine di anni, tutti i giorni, tutto il giorno.

Una specie di pirandelliano Enrico IV, in cui si convincono di essere realmente quello che stanno interpretando.

Vivono realmente il sogno di qualcun altro.

Intendiamoci, non è che chi cerca di trasmetterti il suo sogno lo faccia per il tuo male.

Molto più spesso quello che muove genitori, amici, parenti, insegnanti ad indirizzarti in un qualche modo è per cercare il tuo massimo bene.

Ma le intenzioni positive ed i risultati ottenuti non sempre viaggiano a braccetto.

Quello che conta, alla fine, è la tua felicità e la tua soddisfazione.

Non oggi.

Non domani.

Non la felicità di far contento qualcuno.

La felicità in tutta la tua vita.

La felicità di essere chi sei in realtà.

E vivere secondo lo Scopo della tua vita è qualcosa che ti porterà più felicità e soddisfazione di qualunque altra cosa.

Sicuramente più felicità e soddisfazione di fingere di essere ciò che non sei.

Vuoi fare un esercizio che può aiutarti a fare chiarezza?

Prendi carta e penna e seguimi:

1) Prendi quello che fai, in questo momento, nella tua vita.

  • Sei un postino?
  • Uno studente?
  • Un musicista?
  • Un programmatore LISP?
  • Uno scippatore di emozioni?

2) Identifica cosa sta motivando quello che fai.

  • Fai il postino perché hai sempre creduto nel potere delle comunicazioni?
  • Programmi perché da piccolo ti divertivi a giocare a Dragon’s Lair?
  • Fai il musicista per emulare qualcuno di cui ascoltavi i dischi?
  • Hai scelto il tuo corso di studi per vincere un Nobel?
  • E, soprattutto, fai lo scippatore per imitare Piero Scamarcio?

Insomma perché fai quello che fai? Che cosa ha motivato tale scelta? Da dove viene?

3) Una volta trovata la “fonte”, fatti un’altra semplice domanda:

“E’ questo il MIO sogno? E’ questo quello che voglio, dal profondo del mio cuore?”

Se la risposta è SÌ, allora è tutto a posto.

In caso contrario… beh, credo che tu ti stia privando della possibilità di vivere veramente la tua vita.

Poi non dire che non ti avevo avvertito.

 

P.S.

Guarda il video qui sotto, e potrai sapere cosa pensa, in merito all’inseguire i propri sogni, una famosissima scrittrice

 

1st image courtesy of 89studio/ FreeDigitalPhotos.net

12 thoughts on “Ama te stesso e sogna

  1. Jérôme

    Bello. Bellissimo. Perché queste parole non si trovano scritte sui libri per l’orientamento o pronunciate dagli insegnanti?

    PS: non riuscire a trovare nient’altro che si voglia fare nella propria vita vale come un sì?

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Jérôme. Grazie.
      Perché queste parole non si trovano scritte sui libri per l’orientamento?
      Bella domanda. Forse perché “qualcuno”, sbagliando, non considera questi concetti come parte integrante di una scelta di vita. Sai com’è… sognare è roba da bambini. Quando sei adulto, devi stare “con i piedi per terra”… 😉
      In tutti i casi, sarebbe una bellissima domanda da fare a qualche insegnante o responsabile dell’orientamento. Chi ne conosce qualcuno?
      P.S. Non riuscire a trovare nient’altro che si voglia fare…SI’, vale come un sì. 🙂
      Buon divertimento.

      Reply
  2. Elena

    Bello, bello, bello!
    Ma perché dobbiamo smettere di sognare? Perché dobbiamo smettere di fantasticare? Eppure i bambini sono così felici e gioiosi, e riescono in tutto quello che si mettono in testa di fare, e raggiungono mondi ignoti così favolosi cone la sola mente che nemmeno un computer potrebbe inventare scenari migliori….
    Eppure sia bombardati dalla realtà fin da bambini….anche se mi pare di capire che la realtà è tutta una percezione della nostra mente, che ci fa vedere ciò che “crede” di vedere….
    Troppo spesso ci lasciamo guidare dai genitori o dagli insegnanti, pensando che ne sappiano più di noi su ciò che è meglio, ma anche loro vedono la realtà con i loro occhi, con la loro esperienza personale, o semplicemente come vorrebbero che fosse…ma questo non significa che sia IL MEGLIO…il meglio è ciò che ci rende vivi, felici e soprattutto orgogliosi di noi stessi.
    Grazie per lo spunto di riflessione sempre molto interessante.

    Reply
    1. Panda Post author

      Grazie grazie grazie. 🙂
      Non “dobbiamo” infatti. Ma alcuni lo fanno. Perché – bombardati dalla “realtà” di altri – finiscono per credere che sia anche la realtà “giusta” per sé stessi.
      E’ (purtroppo) umano pensare che un “adulto” né sappia più di te, quando sei un ragazzo, su quello che è giusto o è sbagliato. A volte questo è vero. Ma spesso – prova a pensarci – quello che l’adulto ti può consigliare sul tuo futuro è dettato… dal suo passato. 😉

      Reply

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