Studiare in gruppo. Ecco come riuscirci grazie al Gruppo dei Pari.

By | 27/08/2012

Bonjour mes amis.

Oggi è un nuovogiornoungiornonuovo, come canta Baglioni, ed ho il piacere di rispondere ad una lettrice che mi segue ormai da un po’ di tempo, e che ha già avuto modo di testare i Pandatrucchi nella sua vita da studentessa.

Ho deciso di scrivere un articolo perché mi fa sempre piacere dare valore a chi ripone fiducia nel sottoscritto, e a chi fa domande decisamente interessanti. E nel caso di Martina i due insiemi sono assolutamente coincidenti…  😀

Buon pomeriggio mitico PANDA,

complimenti per l’articolo che, come sempre, è davvero ben fatto.

grazie ai tuoi pandatrucchi (motivazione, diario di bordo ecc) ho migliorato molto il mio metodo di studio, ma oggi vorrei ragionare con te e approfondire un pochino l’ultimo punto dell’articolo “Si deve sempre ripetere per imparare” perchè ultimamente mi sono scontrata proprio contro questo problemone…

Di fatto ho sostenuto un esame (orale) che non è andato come desideravo, e il problema(me ne sono accorta durante l’esposizione) era proprio che i concetti erano sì chiari in mente, ma erano così tanti e così sparpagliati che non sono riuscita a parlare e a spiegarmi in maniera corretta.

ecco il mio problema, io non ho MAI mai mai ripetuto da sola…(con le amiche qualche volta) ma grazie alla mia bella “parlantina” mi è sempre bastato avere il concetto chiaro in testa per poter esporre il tutto in maniera fluente.

purtroppo come sempre accade nella vita le cose si complicano, e le cose da tenere a mente aumentano.

penso di aver colto il significato del tuo articolo, una strategia efficace non è MAI monolitica ma deve essere duttile e adattarsi alle esigenze di quello che ti si pone davanti,

quindi è sbagliato ripetere sempre, come sottolineare tutto, leggere tutto e via così…

ripetere alcune volte però può essere utile specialmente per capire come organizzare un pensiero logico fatto di concetti che uno ha gia interiorizzato.

io avrei proprio bisogno di imparare questo, c’è un modo/i per ripetere (in maniera intelligente) che non sia così mortalmente noioso come il metodo classico (PARROT STYLE)

GRAZIE DI TUTTO

MARTINA (Ambasciatrice pandesca )

Ciao Martina

Che piacere ritrovarti nel Fantastico Mondo di Panda.

Ti ringrazio, come sempre, dei complimenti e sono felice di sapere che il tuo metodo di studio sta prendendo sempre più la forma che tu desideri e che trovi più adatta alle tue esigenze. Evidentemente ho fatto bene a nominarti Ambasciatrice Pandesca nelle Facoltà di Giurisprudenza.  :mrgreen:

Ti sei scontrata con un “problemone”? Allarme rosso, tutti ai posti di combattimento, pronti a far fuoco…  😎

Inizio con il dirti che hai colto perfettamente il senso del mio precedente articoloNon ha senso affrontare problemi diversi tutti allo stesso modo.

Immagina che studiare sia un po’ come costruire una casa.

Per farlo bisogna essere dotati di una “cassetta degli attrezzi” piuttosto sviluppata e della capacità di utilizzarla al meglio.

Se l’unico attrezzo che hai è un trapano, puoi fare fantastici buchi nei muri e, perché no, anche avvitare perfettamente una vite.

Ma quello che succede è che avrai ovvie difficoltà a piantare un chiodo.

E dire che una vite ed un chiodo non sembrano poi così diversi, eppure…

Chiodi Piegati

Se pianti i chiodi con un trapano… ecco che succede.

Come vedi, basta poco ed il risultato cambia totalmente.

Finora, come hai detto, ti sei sempre affidata alla tua bella “parlantina” e ti è bastato avere il concetto chiaro in testa. Bastavano queste due “condizioni” ed eri perfettamente in grado di esporre il discorso nella maniera voluta.

Ora qualcosa ha modificato il quadro.

E, come dice Ivan Benassi – detto “Freccia” – nel suo monologo

Bisogna fare i conti con quello che c’è qua!

E qua c’è… il Panda.  😆

Dividiamo il “conto” in più parti. La prima è questa, le altre arriveranno a breve.

Conto 1: Come studiare in gruppo.

Credo che uno dei modi migliori di ottenere risultati nello studio (anzi, più in generale, per ottenere risultati nei più svariati ambiti) sia la creazione di quello che, in gergo, si chiama Gruppo di Pari. Detto così può sembrare il solito “lavora con i compagni” ma c’è una differenza che è tutt’altro che sottile.

I “compagnetti” sono persone che si trovano, volenti o nolenti, a condividere quello che accade in aula. Non cambia che si tratti di asilo, elementari, medie, superiori, università o di un master in biologia dei fagioli borlotti. Si sono ritrovate insieme senza alcuna volontà specifica sottostante.

I “Pari” invece sono un gruppo ad un livello MOLTO superiore. Sono persone unite dall’ardente desiderio di condividere sforzi, idee, “cassette degli attrezzi”, et al, in nome di obiettivi comuni.

Sono l’equivalente moderno della Legione Romana: individui diversi, anche con caratteristiche diverse, ma che si muovono insieme, pronti ad affrontare qualunque problematica comune, nella maniera più adatta e versatile.  😎

Quindi, per formare un Gruppo di Pari efficiente, non basta guardarsi intorno e scegliere a caso. Al contrario, la formazione prevede, come nei migliori locali, una certa “selezione all’ingresso”.

Immagina di mettere in piedi uno Studio di Avvocati. Chi vorresti come socio, oltre a Denny Crane, per far diventare il tuo studio il migliore della città? Ecco…  😉

Pand Want You

Assoluta selezione all’ingresso!!!

È ovvio che ci voglia un po’ di tempo per formare un Gruppo degno di questo nome (perciò ho deciso di trattare questo come primo argomento della risposta: parti oraaaaaaaaaaa!!!) ma, a lungo andare, i risultati saranno sorprendenti. Questo è uno dei tipici casi in cui si usa dire “il gioco vale la candela“.

Tanto per fare un esempio pratico, alcuni studenti con cui ho avuto il privilegio di lavorare hanno poi formato dei gruppi di studio, dividendosi il materiale da affrontare nella sessione.

Si ritrovano a scadenze prefissate e ognuno si fa carico di preparare il “succo” di ciò che serve sapere – nella materia di competenza. Dopodiché, a scelta, simulano un possibile esame (dove, naturalmente, l’esaminando è colui che ha preparato la tal materia) oppure, semplicemente, chi è “sotto” fa un bel Discorso Sopra i Massimi Sistemi a tutti i presenti.

A fine esposizione, si fa un bell’inchino, si ringrazia e si riceve feedback dal “pubblico”.

Le prime volte, il feedback riguarda SOLO quello che ha funzionato bene, tralasciando errori, gli “impappinamenti” o i vari “io avrei detto così” e cose varie. Questo per rafforzare la convinzione di saper affrontare il parlare in pubblico, che è, spesso e volentieri, un blocco non indifferente.

In futuro, con il rafforzarsi del Gruppo, ci si può anche lanciare in cose da migliorare, ma sempre con una certa cautela.

Quello che accade è che così facendo si hanno molteplici vantaggi:

  1. La quantità di materiale da studiare di persona si riduce
  2. Ognuno dei Pari si allena nell’esposizione dei concetti (e una, e due, e tre… puoi im-pa-ra-re pu-re TE!)
  3. Si impara a rilassarcisivici durante la discussione
  4. Si acquisisce la capacità di dare – e ricevere – feedback (che se ben usato è un ottimo strumento di miglioramento)
  5. Si impara a rispettare i tempi (altrimenti gli altri ti frusteranno con le fotocopie di “Mazinga vs Diritto Romano”)
  6. Si acquisisce consapevolezza che ogni nostra azione ha conseguenze anche su altre persone

E tante e tante altre…

Ti do anche un contro, dopo tutti questi pro. Ma è un contro fino ad un certo punto. Dipende da come lo leggi.  😀

Almeno agli inizi, in un Gruppo dei Pari Studentesco o si è veramente sicuri che le persone che lo compongono siano in grado di riconoscere i concetti chiave di una materia, e di riassumerli in maniera fruibile a tutti, oppure ci son serie possibilità che ci si ritrovi con libri da 1000 pagine “riassunti” in 1200. Ho visto cose che voi umani…  😆

Il Pandaconsiglio, almeno nella fase di set up del Gruppo, è che tutti diano comunque una scorsa a “di che cavolo parla ‘sto libro?” oppure, nel caso la cosa non vada a genio (o si sia sicuri delle caratteristiche dei componenti) beh allora… affidatevi anema e core al vostro Pari.

In qualunque caso, sarà un insegnamento interessante.  😉

Come puoi immaginare, questo piccolo contro è direttamente collegato al punto di cui sopra, in cui affermavo che la scelta dei componenti di un Gruppo di Pari è assolutamente fondamentale. Poi, per carità: viviamo in un mondo libero, quindi…

Mani Tese

Questo è ciò che succede in un Gruppo di Pari

Ovviamente, quello da me descritto è solo un esempio di Gruppo di Pari.

Tu fonderai il tuo, con le caratteristiche, i componenti e le modalità di fruizione che credi ti saranno più utili. Ad esempio, io ho un mio Gruppo, fatto solo di persone dotate di almeno una doppia personalità: di giorno “megasupermasteripnokiller di limiti mentali altrui” e di notte miti fruitori di film di Lino Banfi (o Tomas Milian, a targhe alterne).

Anzi, a dire il vero, ho più di un Gruppo, a seconda del campo di azione: mentale, fisico, business…

È mio credo assoluto che una persona X, armata di un ardente desiderio, con un focus preciso e disposta a compiere i passi necessari, sia in grado di raggiungere qualunque meta si prefigga.

Prendendo per buona questa mia ultima affermazione, immagina cosa potrebbero fare, insieme, un gruppo di persone – tutte dotate delle caratteristiche appena elencate – disposte a sostenersi l’un l’altra.

L’unico limite è il cielo.

O un concerto di musica dodecafonica.  :mrgreen:

Sentiamo, fin qui che ne pensi? Dell’articolo e della musica dodecafonica, ovviamente… 😉

Chiudo qui la parte 1 della risposta. A presto con la seconda.

First Image courtesy of Boaz Yiftach/FreeDigitalPhotos.net

Third Image courtesy of anankkml/FreeDigitalPhotos.net

3 thoughts on “Studiare in gruppo. Ecco come riuscirci grazie al Gruppo dei Pari.

  1. Martina

    che dire….
    l’articolo è ricco di spunti veramente costruttivi e, come sempre devvero esilarante…
    mi piace specialmente l’idea dei feedback, perchè non solo mi rafforza l’autostima ma mi da una “voglia di fare” incredibile… perchè non solo sarei d’aiuto a me stessa ma avrei una certa responsabilità verso chi mi ascolta…
    Di fatto vivo in un contesto universitario piuttosto piccolo, ma 2 o 3 persone si troveranno sicuramente…
    da domani parte la ricerca… 🙂

    grazie per questo articolo e per quelli che verranno
    spero vivamente che tutto questo non sia solo d’aiuto a me ma anche a tanti altri ragazzi/e 😀

    Reply
    1. Panda Post author

      A volte la “responsabilità” è una bella leva da azionare… 😉
      I feedback, usati nella maniera corretta, possono far fare dei balzi avanti veramente notevoli.
      Buona ricerca (spero tutt’altro che proustiana) e, come sempre, tienimi aggiornato sui tuoi progressi.
      Arrivederci su questi schermi con il Conto 2: tic-tac… tic-tac… tic-tac…

      Reply
    2. Panda Post author

      Ciao Martina… fatti un giro sul blog o sulla pagina FB: “Potresti” trovare qualcosa di interessante… 😉 Arrrrrrisentirci…

      Reply

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