SincroniciPanda

By | 01/06/2012

Ave

Oggi, prendendo spunto dal racconto di uno dei miei ultimi viaggi, voglio parlarti della cosiddetta “sincronicità”.

Dicesi  “sincronicità” quella cosa che ti fa dire, ad un amico che non vedevi da una vita, e che ti chiama al telefono due secondi dopo che ti è venuta in mente la tua ultima pizzata con lui: “Ehi, ma lo sai che stavo pensando proprio a te? Che strana COINCIDENZA…

Insomma, c’è chi la chiama “caso”, c’è chi la chiama “coincidenza”, c’è chi la chiama “contemporaneità di eventi”, e c’è chi la chiama con un fischio e basta.

Ma è qualcosa che, credo, molte persone possono dire di aver provato sulla propria pelle.

Ti assicuro che nulla di quello che leggerai è frutto di fantasia.

Seguimi e ne leggerai delle belle…  :mrgreen:

Nel mio ultimo, lungo, peregrinare in giro per le verdi terre di Irlanda, mi sono ritrovato nella cittadina di Kinsale.

Splendido posto, pieno di colori, di atmosfera, di campi da golf, di musica e di… sardi.

E non solo sardi, ma anche rumeni che, non si capisce bene per quale motivo, venivano scambiati per sardi, per via del modo di parlare.

Ora, d’accordo che uno dei modi per capire se un cognome è “quattromoresco” potrebbe essere quello di notare se finisca per “u” o meno, ma come possa esser scambiato per sassarese uno che si chiama Siobhan Munteaunescu è un po’ un mistero. Anche se Aligi Sassu è un precedente da considerare…

La colorata piazza di Kinsale

La colorata piazza di Kinsale

Detto questo, fra una pinta di Guinness ed un piatto di stew, mi trovai nell’impellente necessità di avere denaro contante in mano. Se non altro, perché la carta di credito non era altrettanto utile per fare “spessore” sotto i tavolini traballanti dei pub del luogo.

Mi recai quindi verso quelle trappole mortali travestite da bancomat, inserii la mia bella tesserina magnetica, digitando il pin tenendo una mano davanti alla tastiera ed un occhio dietro la spalla tipo “Mantenna, la spia dagli occhi ad antenna” per essere sicuro che nessun troll mi stesse ad osservare, e mi trovai davanti la magica scelta: “QUANTO VUOI?

Il dottor Mantenna, si reca al bancomat...

Il dottor Mantenna, si reca al bancomat…

Leggermente indeciso fra 10 e 500 Eurix, decisi alfine per prelevare un sommario 200 pippi, il tanto che mi sarebbe servito per le prossime variedeventuali della giornata. Poi, mi dissi alla Rossella O’Hara: “Domani, è un altro giorno“.

Senonchè, una volta premuto il pulsante di autodistruzione con la scritta “120”, il sistema soffia, sdilenca un poco e, gnagio, s’archipatta come il Lonfo nella splendida interpretazione di Proietti, sparandomi uno splendido “System Error. PUPPA!!!“, chiudendosi a qualsivoglia mia reazione.

Rimansi lì, fra lo stupito e l’incazzato, ed ecco una vocina stritula alle mie spalle, una di quelle voci che fanno “perepè perepè perepè qua qua“.

Mi voltai, trovandomi di fronte (o, per meglio dire, di basso ventre) una sciura alta 1 metro, vestita come il cespuglio che parlò a Mosè nell’Antico Testamento che, in una lingua a metà fra il gaelico bergamasco e l’inglese di Alberobello (di Sotto), mi fece presente che “il sistema non funziona per il semplice fatto che… non da i soldi“.

Stupito e stordito da cotanta arguzia (e dal fatto che la signora NON prendeva fuoco, come il cespuglio famoso) me ne tornai lemme lemme quacchio quacchio alla macchina, per avviarmi verso altre mille mirabilabili pandavventure, tenendo il bancomat fra i denti come un kriss malese.

E continuai allegramente il mio viaggio, dimentico del fattaccio…

La Signora del Bancomat non è potuta venire...

La Signora del Bancomat non è potuta venire… e ha mandato il fratello gemello

Questo fino a qualche giorno fa.

Che cosa sarà accaduto?” Vi starete chiedendo voi. O qualcuno in vece vostra…

Presto detto: due cose curiose

La prima:

Mi ritrovo, in mezzo ad un quintale di posta inevasa, l’estratto conto delle spesUCCI-UCCIe e risulta che quel cespugli… ehm, quel bancomat di Kinsale, pur non avendomi erogato alcunchè se non un attacco di bile sincronizzata con un tic oculare, mi ha comunque messo in conto i 200 euro suddetti.

Al che mi viene solo da dire “morte all’infedele!” senza, ovviamente, alcun riferimento a Gard Lerner.

La seconda:

Ricevo una email da una nota compagnia on line di vendita di libri/cd/dvd/motozappe/bombeamano che – in risposta ad una mia precedente di “lamentazione” (chiamiamola così) nei loro confronti per un rimborso che tardavano, in maniera fantozzianamente leggerissima, ad inviarmi – mi chiedeva ulteriori dati, dopo i già mille e oltre che gli feci pervenire, a tempo oltremodo debito.

Diciamo che la sopracitata richiesta provocò in me un flashback giovanile, facendomi regredire ai tempi in cui apprezzavo il cinema d’autore in maniera oltremodo smodata, e rimembrandomi una famosa scena drammatica, che ha fatto la storia della cinematografia italiana.

Peccato per il mancato Orso d’Oro a Berlino (ma si sa come vanno certe cose… )

La scena in questione è questa, in tutta la sua magnificenza:

Cosa c’è di così “sincronico” in tutto questo?

Facile.

La compagnia precedentemente nominatasenzanominarla, mi richiede che i nuovi dati, che magari mutuerò dal capolavoro cinematografico testé citato, vengano inviati ad un indirizzo di… Bassano del Grappa! 🙂 No, basta fare dell’umorismo spicciolo su tristi casi come questo. Parliamo seriamente.

L’indirizzo in questione, a cui spedire le mie lamentazioni, oltre che le mie maledizioni, riporta, bello in grassetto, dopo la casella postale e blablabla, il nome della città. Ed indovina qual’è?

KINSALE!

Quindi quale sarà il messaggio che l’Universo mi sta mandando?

  • Che devo trasferirmi in Irlanda, come medito da un po’ di tempo?
  • Che devo star più attento ai siti internet che frequento?
  • O che, semplicemente, la prossima volta che vado ad un bancomat, devo parlargli come fece Mosè con il cespuglio di fuoco?

Saluti testimoniati

Panda

P.S.

Raccontando questa storia a voce troverei inutile dirlo ma in questo caso, visto che non so chi possa esserci dall’altro lato dello schermo, voglio aggiungere che:

  • I personaggi di questa storia sono reali
  • Kinsale è realmente popolata da un sacco di sardi
  • “Il rumeno scambiato per sardo per via della parlata” è espressione citata testualmente dal racconto del rumeno in questione, proprietario di un noto pub del posto
  • La donna-cespuglio era realmente alta quanto il fungo-casa di Grande Puffo

(Thin Lizzy – Whiskey in the Jar)

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