Dell’Amore e di altri demoni

By | 30/05/2013

Oggi è un giorno particolare.

Qualche giorno fa il mio bulldog se n’è andato.

Tac.

Ha raggiunto i suoi fratelli e le sue sorelle.

Per citare un film di Banderas, “Il Tredicesimo Guerriero”, ha preso posto nella sala del Valhalla

Dove l’impavido può vivere per sempre

Mi è appena stata consegnata la sua urna – riposa nuovamente in vista “divano” – ed eccomi in zona riflessione.

Una riflessione sull’Amore inteso nel senso più generale ed ampio possibile.

Sugli affetti per chi ci è caro, e sui nostri comportamenti in materia, a volte quantomeno curiosi.

Perché a volte ci comportiamo in maniera diversa da come pensiamo proprio con chi amiamo di più.

Definire questo “curioso” è quasi un eufemismo.

Questo è il secondo post che parla di quel comodino con le zampe che ha passato quasi 11 anni della sua vita con me.

Magari non sarà l’ultimo, chissà… ma non penso di far diventare questo blog un Centro Recupero Cuori Infranti.

Quello che conta, come sempre, è che ci sia qualcosa di utile per chi legge.

Penso che qualunque cosa succeda, nella vita, possa essere utilizzata per imparare come fare un passo avanti e migliorare – magari anche solo di poco – un aspetto di sé stessi.

Non starò a raccontarti tutti i particolari. Dubito che ne trarresti informazioni utili quindi preferisco trattare altri aspetti:

  • Posizioni percettive
  • Tempo

Capita a tutti di litigare o discutere animatamente (insomma di “scazzare”) con una persona cara, prima o poi.

È piuttosto comune, e fa parte della vita di tutti i giorni.

Una delle cause principali di rotture di palle è facilmente individuabile, se sei onesto con te stesso.

Vediamo quindi se questo ti suona familiare: Molto spesso le persone discutono perché uno dei due vuole dire all’altro cosa è giusto e cosa non lo è.

Il caso del mio vecchio compagno di russate a 4 zampe non elude l’enunciato di cui sopra.

A volte me la prendevo perché non faceva quello che “avrebbe dovuto fare”.

Ma… un momento… chi decide chi deve fare cosa?

Chi decide cosa è giusto e cosa è sbagliato?

I bulldog sono una razza molto molto particolare. Sono orgogliosi, fieri coraggiosi e… hanno un ego che fa provincia.

Un po’ come molti esseri umani. 😉

“Fai come ti dico ed andremo d’accordo!”  dicevo io.

E la sua risposta, spesso e volentieri, era “Ah, caro umano, io sono un bulldog e ho la testa più dura di un muro in travertino: fai tu quello che dico io, ed andremo d’accordo”.

Questo cosa poteva voler dire?

  • Che fosse un “pessimo” cane?
  • Che non mi volesse bene?
  • Che fosse un anarcoinsurrezionalista sobillatore delle masse contro l’ordine costituito?

O forse, semplicemente, significava che aveva una sua precisa identità?

Questo accade molto spesso fra esseri umani: non consideriamo l’identità di chi abbiamo davanti.

Dove guardi?

Prova a pensare a quante volte ti sei incazzato con qualcuno solo perché non faceva la cosa “giusta“.

E, casualmente, ciò che è giusto lo sai solo e sempre tu, mentre l’altro non capisce una mazza… 🙂

Ti sei mai chiesto quali fossero i pensieri di chi ti sta di fronte?

Quali i suoi punti di vista?

Hai mai pensato che:

  • La sua “realtà” potrebbe non coincidere con la tua, ma non per questo ha meno valore?
  • Esiste come essere umano. Che “è”?
  • La pensa diversamente da te non per darti contro ma solo perché crede in qualcosa di totalmente diverso da ciò in cui credi tu?

E ci crede con tutto il cuore. Esattamente come te. 🙂

In Programmazione Neuro-Linguistica si parla di analizzare le cose in prima posizione (sé stessi), seconda posizione (l’altro) o terza posizione (osservatore neutro), e questo esercizio è molto potente per “aprire” gli occhi.

Nei nostri panni abbiamo sempre tutti ragione.

Gli stronzi sono sempre gli altri.

Beh, caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’, sappi che non è così. 🙂

Non è facile entrare nel modo di vedere di altri, nessuno dice il contrario. Ma è un esercizio talmente utile che può, in un certo qual modo, cambiarti la vita.

Un esempio classico delle differenze fra punti di vista?

Prova a pensare al classico schema genitori-figli:

  • I figli vogliono uscire con gli amici, fare notte, sessodrogarochenrò, suonare ai citofoni e scappare, ecc.
  • I genitori – solitamente – desiderano che il proprio “pargolo” (di soli 42 anni) torni a casa entro le 18, metta sempre la maglia di lana, si cambi le mutande 3 volte al giorno e faccia sempre colazione (che è il pasto più importante della giornata).

Sia i genitori che i figlioli si chiedono come diamine sia possibile che “l’altro” non capisca quali siano le cose giuste da fare.

Ma è mai possibile che non ci arrivi? Quello che è giusto fare è…

Ora proviamo a fare il giochino della “seconda posizione”:

Un figlio – guardando le cose dal punto di vista dei genitori – potrebbe scoprire che possono essere più di due vecchi rompipalle che non fanno altro che voler controllare i suoi spostamenti, verificando anche quante volte si taglia le unghie.

Potrebbe scoprire che vogliono la sua sicurezza, la certezza che non gli accada mai nulla di male, e che hanno la convinzione che la maglia di lana sia qualcosa che permetta una sana gestione della salute (anche ad agosto). 😉

Per contro, dei genitori che riuscissero a mettersi nei pantaloni a vita bassa del figlio, potrebbero scoprire che magari non è un possibile accolito dei narcotrafficanti colombiani. Che forse non fa nulla di realmente pericoloso. Che è “più fumo che arrosto”. Che cerca qualcosa per sentirti “vivo”. Che ciò che fa è normale che lo faccia (sempre se ha meno di 42 anni) e via adolescenziando.

Spesso saltare da una posizione all’altra aiuta a comunicare meglio con la controparte, qualunque essa sia.

Il tempo.

Ah, questo illustre sconosciuto che invece crediamo di conoscere bene per il semplice fatto che abbiamo un orologio.

Come ti ho detto, il mio bombolone canino non è più seduto qui al mio fianco.

Avrei voluto fare un sacco di cose con lui: Fare gite nei posti più assurdi, mettergli un giubbotto galleggiante e fare rafting insieme, lanciargli un uovo crudo per vedere cosa sarebbe successo, sfidarlo a chi mangia più salsicce ed iscriverlo alle selezioni di X Factor (avresti dovuto sentirlo “cantare”, di notte… ).

Avrei sicuramente fatto tutto questo.

Quando?

Semplice: domani.

  • Domani andremo.
  • Domani faremo quello.
  • Domani giocheremo a testa di ferro.

Domani.

E invece? Cucù, sorpresa: time out, game over. E ‘fanculo il domani.

La realtà – ed è bene che di questo prendi nota velocemente – è che, soprattutto quando si tratta di affetti, di Amore, il domani non esiste.

Esiste solo oggi.

Viviamo in una falsa bolla di sicurezza per cui crediamo che un giorno potremo “recuperare” quello che non abbiamo fatto, per noi e per i nostri cari.

Cazzate.

Oggi devi fare il massimo per le persone che ami.

Oggi devi dare il meglio di te.

Oggi devi esserci.

Oggi.

Se ti sbrighi, sei ancora in tempo… 😉

http://www.youtube.com/watch?v=WVm0Xxdp9eg#t=14s

18 thoughts on “Dell’Amore e di altri demoni

  1. Andrew

    Bell’articolo Panda….
    Condoglianze e che riposi in Pace e Amore il tuo compagno anarcoinsurrezionalista sobillatore delle masse contro l’ordine costituito…

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Andrew.
      Grazie del commento.
      Se conosco bene il mio compagno anarcoinsurrezionalista, ora passa metà del tempo a riposare in pace, e l’altra metà a rompere le palle a qualche angelo/cherubino/serafino/trono che “non fa quel che dice lui”… 😉
      Alla prossima.

      Reply
  2. Chiara

    condoglianze!a me tre anni fa sono morti i miei due amici e,nonostante il tempo,se ci penso mi viene da piangere..però penso alle coccole che mi hanno sempre fatto e al fatto che la femmina si fidava talmente tanto di me che mi faceva toccare i cuccioli appena nati..bell’articolo..fa, per chi lo legge senza essere prevenuto,riflettere

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    1. Panda Post author

      Ciao Chiara. Grazie :-). Fai bene a pensare a quello che hai ricevuto piuttosto che a quello che “manca”: è il modo migliore di apprezzare la vita. 😉 Speriamo che l’articolo lo leggano solo i non prevenuti: gli altri preferisco vadano a leggere altri blog. 😀

      Reply
  3. maria

    Ciao Panda. Non so esattamente che cosa provi tu ma so qualcosa di cosa si prova a perdere un “preziosissimo amico” a quattro zampe perchè è successo anche a me…………… Un “buco” nel cuore………………. Uno “spazio” che solo l’amore può riempire……………

    Reply
    1. Panda Post author

      Ciao Maria.
      Complimenti per aver capito che ogni spazio nasce per essere riempito, in un qualche modo. 😉

      Reply
  4. Elena

    Ciao Panda, un abbraccio affettuoso per la tua perdita, anche se probabilmente il botolo si starà ingozzando di salsicce pensando “tanto avrei vinto io mille volte” 😉
    A volte diamo per scontato chi ci sta accanto, diamo per scontato il suo valore…pensiamo che proprio perché ci conosce bene, dovrebbe capire tutto, leggere dentro e reagire di conseguenza.
    E’ capitato. Posso dirti che, per quanto riguarda me, mi sono lasciata distrarre troppo spesso dalla vita e dai problemi…e mi sono lasciata indurire…
    Ma poi c’è stato il fatidico TAC e lì ho capito: ho realizzato che io non sono l’unica ad avere preoccupazioni, pensieri, arrabbiature, momenti tristi. Mettere in tavola i propri sentimenti è servito a capire: a capire i punti di vista dell’altro, che non siamo soli e che a volte parlare fa male ma serve.
    Questo secondo me è un limite che abbiamo: non parliamo!
    Diamo per scontato che i nostri sentimenti siano universali, che i nostri desideri siano condivisi, e che il nostro punto di vista sul mondo sia necessariamente l’unico accettabile.
    Io sono fortunata! Sì, perché io e il mio ragazzo abbiamo capito che quando parliamo dei nostri sentimenti o di come vediamo le cose che ci circondano, impariamo qualcosa: come hai giustamente detto tu, ognuno di noi vede la realtà con i suoi occhi, e la condivisione di questo vissuto ci aiuta ad ampliare la nostra mente, ci fornisce maggiori informazioni per rivalutare il nostro pensiero, e soprattutto approfondiamo la conoscenza dell’altro.
    Per quanto riguarda il domani beh, noi esseri umani amiamo proprio tanto procrastinare, l’hai detto anche tu in un altro post. E a volte lo facciamo anche con le cose che ci appassionano di più, il che è assurdo!
    Siamo talmente condizionati dalla vita di tutti i giorni, dalla routine, che rimandiamo anche il divertimento.
    Quando piove guardiamo fuori dalla finestra dicendo “ah, se ci fosse il sole! Andrei proprio a farmi una bella passeggiata”…ma poi quando il sole arriva troviamo mille scuse per starcene in casa…
    A mio parere dovremmo imparare a vivere la vita con più passione, con più gioia, ad approfittare di ogni momento possibile per essere felici e amare: amare se stessi, amare le persone a noi care, o semplicemente amare la vita.
    xoxo
    P.S: commento troppo lungo?? sì in effetti a volte riesco ad essere una vera chiacchierona 😛

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    1. Panda Post author

      Ciao Elena.
      Sono sicuro che quel cinghialone avrà già il colesterolo angelico a 3000… 😀
      Complimenti a te (ed anche al tuo ragazzo, vah…) per aver imparato una lezione così importante.
      Sono convinto che nulla “ammazza” di più della routine “negativa”. Ne parlerò in futuro.
      Ottimo pensiero quello di imparare a vivere la vita con più passione: che capacità ti servirebbe sviluppare per metterlo in pratica, giorno dopo giorno? 🙂

      Reply
      1. Elena

        Cosa servirebbe per vivere la vita con più passione? Immagino che servirebbero meno paranoie e più sorrisi…..e meno scuse 😉

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        1. Panda Post author

          Ciao Elena.
          Bene, ottimo inizio. E cosa farai di più, per avere questa situazione? 😉

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    1. Panda Post author

      Ciao Juan.
      Grazie del complimento. Se devo essere sincero, penso che in questa storia l’unico eroe è stato il mio quattrozampe, che ha lottato con le unghie e con i denti non solo contro il mio divano (per una volta) ma anche contro un nemico subdolo e bastardo. Ce la siamo giocata fino in fondo ed è andata come è andata. Ma è stato un vero guerriero. Io ho solo fatto il coach, anche questa volta: l’ho accompagnato nel percorso… 🙂

      Reply
  5. marcello

    Caro Panda, un abbraccio di condivisione in questo momento di dolore e riflessione.

    Le tue sono parole sante.

    Spesso le “azzuffate” potrebbero essere risolte con il dialogo, proprio come dice Elena (a proposito brava Elena per il bel commento).

    Quando mi trovo alle prese con delle incomprensioni quello che cerco di capire e far capire alla controparte e che senz’altro la mia “visione” non è corretta e ho bisogno di confrontarmi con altre “visioni” per rendermene conto.
    Quello che cerco di fare in sintesi è di aprire una discussione, che anche se non piacevole porterà senz’altro dei frutti per tutte le parti.
    E’ difficile quanto indispensabile condividere le opinioni con sincerità per giungere ad una soluzione soddisfacente per tutti.

    Riguardo al tempo non ci sono scuse, non ci godiamo il nostro presente in quanto unico, ma lo facciamo come se fosse un periodo indeterminato, continuo; per certi versi il presente è continuativo, ma allo stesso tempo è già passato e mai tornerà.
    Vivere senza rimorsi di aver sprecato il tempo/l’occasione sarebbe il massimo, non sempre ci si riesce perché il nostro tempo è concatenato con quello degli altri e spesso le catene tirano in direzioni opposte.

    Vorrei avere tempo a sufficienza per parlare con gli altri fino a comprenderci a vicenda.

    Un forte abbraccio a te ed al tuo inseparabile (anche ora) amico che adesso veglia su di te e, anche se può apparire inconcepibile, ti vuole più bene di prima.

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    1. Panda Post author

      Ciao Marcello.
      Sono certo che saprai utilizzare il tempo che hai nella maniera migliore possibile. 🙂
      Sicuramente anche il mio inseparabile amico ti saluta tanto. 😉

      Reply
  6. adele

    Caro Panda, quanto mi ri-rattrista la perdita del tuo cucciolone,che tanto amavi; so cosa stai provando e sperando nel profondo del cuore,che da qualche parte si sarà nascosto, e che da un momento all’altro salti fuori e ti venga a baciare. Sono sogni ad occhi aperti che si fanno quando ti manca qualcuno d’importante.Li facevo anchio quando dopo vent’anni il mio gattone bianco se ne è andato,lasciandoci smarriti.
    Bellissimo l’articolo come sempre sei fantastico.
    Un abbraccio affettuoso.
    Adele

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    1. Panda Post author

      Ciao Adele.
      Grazissssime!
      Sono sicuro che i nostri cuccioloni vogliono vederci il più possibile sorridenti ed allegri, mentre proseguiamo il nostro cammino. 🙂
      Alla prossima.

      Reply
  7. maria

    Ciao Panda , parlando di affetti ti posso dire che anche io ho lasciato andare via il mio ‘bulldog’ , fidanzata da 14 anni ( accipicchia) eravamo adagiati da qualche aano e mentre io mi sono laureata , ho fatto diversi concorsi , trasferita per lavoro , e via dicendo il mio ‘caro’ stava sempre più tempo a mimetizzarsi col divano e diventatto un tutt’uno con il poker on line. A me andava bene ero sicura che un giorno ci ‘saremmo’ ‘svegliati’ e avremmo cominciato a fare davvero sul serio,. Ma così non è stato fino a quando 2 mesi fa ho detto BASTA , ero satura , volevo dei progetti concreti che lui non era in grado di darmi, volevo delle rassicurazioni che lui non sapeva dovermi dare, da due mesi ho ripreso a vivere sono più tranquilla e penso con maturità di aver fatto la scelta giusta. Per il resto non penso tornare sui miei passi, ho troppa voglia di vivere!!!

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    1. Panda Post author

      Ciao Maria,
      grazie per la condivisione.
      Da quello che dici mi sembra che tu ed tuo Homer stavate da tempo andando in due direzioni diverse, la tua fatta di movimento e cambiamenti, la sua densa di cuscini, colori mimetici e scale reali servite… 🙂
      Non conosco la situazione nello specifico, ma la tua breve descrizione traccia un quadro da cui mi sembra che la tua decisione sia stata dettata – fortunatamente – dalla volontà di NON accontentarsi della situazione che ti si presentava davanti. Non sono in molte le persone capaci di non accontentarsi di “quello che passa il convento”, quindi se la tua scelta va nella direzione di quello che vuoi ottenere di meglio, per te, allora vedrai che i frutti non tarderanno a maturare. 😉
      In bocca al lupo per il tuo Viaggio.

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