Cose molto cattive. Forse.

By | 24/04/2013

Bulldog

Il mio cane ha un cancro.

Booooom!

A questo punto le tue reazioni possono essere:

  1. Mi dispiace moltissimo
  2. Chi se ne frega?
  3. Siamo nati per soffrire

Ma tutto ciò è piuttosto irrilevante ai fini del motivo per cui scrivo questo post.

Perché qui racconto di me e del mio cane ma…  chissà quale può essere l’informazione importante per te.

Vuoi scoprirlo?

Tutto cominciò mesi fa: un bulldog di 27 chili il cui unico hobby per 10 anni era stato “trovare una posizione comoda per dormire almeno 22 ore al giorno” diede improvvisamente segni di squilibrio psicofisico. E, successivamente, io con lui… 🙂

Un bel giorno mi alzai dal letto e trovai che quel comodino con le zampe aveva passato la notte a scrivere l’equivalente canino di “pensieri e parole” sul pavimento con… indovina con cosa?  🙄

In pratica una parte di casa era ridotta più o meno all’equivalente delle Miniere di Moria dopo l’arrivo del Flagello di Durin: un vero cesso. E scusa la parola “vero”… mi è scappata.

Sarà un caso – non lo ha mai fatto – o forse non si sentiva bene?

Fisicamente nessun problema, ci disse il veterinario dopo una bella visita. Mah, sarà stato un caso… forse aveva semplicemente incrociato lo sguardo con quella gorgone della mia vicina di casa, e l’effetto è stato immediato.

Invece passarono i giorni, ed il problema perdurò. Anzi… crebbe a dismisura. Di notte smise di dormire ed iniziò a fare la ronda per casa: avanti e indietro, indietro e avanti. Di giorno… aaaaaaaaaah di giorno si trasformò in un fenomeno da studio universitario:

  • Ogni porta chiusa diventò un continuo grattare e guaire: se era fuori “voglio entrare”, se era dentro “voglio uscire”.
  • I tentativi di salire su divani e poltrone si sprecarono, fino a quando fui costretto a costruire dei cavalli di Frisia da salone.
  • Ogni mobile diventò piuttosto succulento da mordere
  • E la più bella di tutte fu il continuo tentativo di salire sulle biciclette (questa ti giuro che avresti dovuto vederla… 🙂 )

A tutto questo, per avere un quadro più completo, ti aggiungo che nessuno poteva più entrare in casa pena l’ingroppamento progressivo degli arti inferiori con ululati in stile Chewbacca e scene di isterismo di massa più o meno simili a quelle che si possono intravedere alla sagra della porchetta di Ariccia.

Devo dire che fu piuttosto interessante fare delle sessioni di coaching con clienti che credevano che dall’altra parte della porta dello studio ci fosse un grizzly in calore vestito da Zorro…

Abbiamo visto veterinari, addestratori, educatori, tori e toreri. Nulla. Nessuno ci capì una fava, e non ci fu verso di venirne a capo.

Ed io mi stavo incazzando in maniera direttamente proporzionale alle vendite dei cd di Justin Bieber.

Diciamo che in quel periodo stavo perdendo di vista gli insegnamenti del Reiki che citano:

Solo per oggi Non ti arrabbiare…

Solo per oggi Non ti preoccupare…

Perché fare il coach necessita di assoluta presenza mentale e fisica nel qui ed ora, oltre a capacità di ascolto e di focalizzazione. E – fidati – essere nello stato “perfetto”, con quello che mi accadeva intorno, mi richiedeva uno sforzo energetico da coniglietto della duracell…  😉

Provai qualunque cosa:

Orde di veterinari che dissero: è un problema fisico, e via di esami del sangue, eco, tac, sgnap, sic e svuuuuup, con il risultato che il cane risultava sempre sanissimo.

E allora? Come si spiegava che faceva cosa mai fatte in 10 anni e mi era diventato Il cane senza sonno?

Ed ecco poi in fila indiana i comportamentalisti, gli educatori, gli addestratori e i “sobillatori”: è un problema psicologico! Il cane ha un rapporto psicofisisvringesvronghe in cui l’abbandono da piccola ha causato l’aumento della supercazzola che prematura come se fosse Antani e quindi tarapio tapioca come se fosse il coso di telefono con un po’ di casentino.

E quindi? E quindi viaaaaaa di tal farmaco e falle saltare il cerchio di fuoco, seduta, in piedi, su due zampe, su una sola, sull’unghia sinistra…

Risultato? Esattamente la sbiriguda della sbrindellona come fosse Antani, ossia nulla.

Nessuno capì cosa stava succedendo.

Ma succedeva.

Ti accorcio tutto quello che è successo in mesi e mesi con una frase magica piuttosto famosa:

E fu sera, e fu mattina. Settimo giorno…

Ed il settimo, invece di riposarmi, come da regolamento aziendale, arrivo LA notizia. Non c’entrava nulla con il motivo per cui il cane si era trasformato in Jigsaw ma cambiò comunque le cose: caro signor Panda, il suo cane ha un cancro, e va operato d’urgenza.

Ah.

E qui succede qualcosa…

Improvvisamente un cambiamento. In me. Nell’energia intorno. Nel sistema.

Un cambiamento nella mia vita quotidiana.

Non mi sveglio più con i maroni di traverso per lo schifo che probabilmente troverò in giro per casa.

Non passo più il tempo arrovellandomi a cercare una soluzione a tutti i costi allo strano comportamento di quel comodino con le zampe.

Non sono più totalmente assorbito a livello mentale da questa cosa.

Accetto quello che c’è.

E vado oltre.

Come del resto ho sempre fatto nel resto della mia vita.

Questo non vuol dire che non farò nulla per cambiare le cose, e non vuol dire che non farò nulla per aiutarla a guarire.

Farò tutto quello che è in mio potere per migliorare la situazione.

È mia responsabilità provarci.

Ma l’accettazione mi ha permesso di recuperare l’Amore verso quel cinghialone canino che passa il tempo a deturpare i miei sonni.

E sarò felice sia che riesca a cambiare le cose, sia che invece le cose restino così.

Piscia come un idrante? Pace.

Fa la cacca? Pace.

Si monta la cuccia in stile Harlem Shake? Pace.

Le voglio bene.

Non che prima non gliene volessi.

Solo che, in quel periodo particolare, questo “bene” era oscurato dal mio assoluto pensare al problema.

Ero concentrato totalmente sul voler cambiare a tutti i costi una situazione e, così facendo, mi son perso di vista un punto cardine del miglioramento, ossia:

ACCETTA prima quello che succede. E poi muoviti verso quello che vuoi ottenere.

L’ho sempre detto e l’ho sempre fatto con successo, ma questa volta mi ero lasciato abbindolare. Non so perché e non è minimamente importante.

Oh, anche i Panda possono “perdersi” qualche volta… 🙂

PACE.

Ma non voglio che questo mio smarrimento vada “sprecato” quindi ho deciso di condividere questa cosa con te.

Perché tu ne faccia tesoro.

Perché tu ti faccia delle domande, prima che sia tardi:

  • C’è qualcosa che giudichi sbagliato, nella tua vita?
  • Come fai ad essere sicuro che lo sia?
  • Come ti comporti rispetto ad essa?

A tal proposito – a proposito di giudizi e di accettazione intendo – c’è una storiella zen che penso possa esserti utile:

C’era una volta, prima della nascita di Giulio Andreotti, un contadino cinese. Era molto povero e per vivere doveva lavorare duramente la terra, con l’aiuto di suo figlio Laimondo, ma possedeva un dono: la saggezza.

Un giorno il figlio, incazzato come un pescatore a cui si auguri buona pesca,  gli disse: “Padre che cattiva notizia, il nostro cavallo è scappato dalla stalla!” – “Ma va là, perché la chiami cattiva?” – Rispose il padre – “Aspettiamo e vediamo cosa succederà!”

Qualche giorno dopo, Fulia (il cavallo),  ritornò portando con sé una mandria di cavalli selvatici. – “Padre che cul…ehm, che bella notizia!” -Disse questa volta il giovane – “Il nostro quadrupede ci ha portato una mandria di cavalli selvatici.” – “Perché la chiami bella notizia?” – Rispose il padre, mentre zappava cantando O sole mio –  “Aspettiamo e vediamo cosa succederà.”

Qualche giorno dopo, il giovane – che non era proprio Tex Willer – cercando di domare uno dei cavalli, venne disarcionato e cadde al suolo con leggiadria, fratturandosi una gamba. – “Padre ma che sfig… ehm, che disgrazia! Mi sono fratturato una gamba, porca putt…” – Di nuovo il saggio padre smise di vangare e risposte: – “Perché la chiami disgrazia? Aspettiamo e vediamo cosa succederà.

Ma il ragazzo non era minimamente convinto delle sagge parole del padre, e continuava a lamentarsi nel suo letto insultando i parenti sino al terzo grado.

Qualche tempo dopo arrivarono nel villaggio gli inviati della Regina Rossa per reclutare i giovani da inviare in guerra.

Fra tutte le case venne visitata dai soldati anche la casa del vecchio contadino, ma quando trovarono il giovane Laimondo a letto, con la gamba immobilizzata, lo lasciarono ai suoi cd di Lenato Zelo, reclutando invece tutti gli altri giovani del villaggio che preferivano invece Malco Calta.

Durante la guerra moltissimi giovani del villaggio morirono sul campo di battaglia, ma ovviamente il giovane si salvò grazie alla sua gamba zoppa.

– “Padre, ma vieeeeeeeeeeeeni, ma che fortuna ho avuto?!?! Aleeeeeeee oooooo oooooooo”

Il vecchio padre, stanco delle fatiche e del fatto che il figlio, fra una cosa e l’altra, passava il tempo a cazzeggiare, prese il badile e gli diede tante di quelle mazzate che alla fine apparve Confucio in persona per dirgli “dai, su, ora basta…

E fu così che il giovane Laimondo capì che non bisogna mai giudicare qualcosa come fortunata o sfortunata, ma che bisogna dare tempo al tempo per vedere cosa è bene e cosa è male.

Saluti Confuciani

1st image courtesy of Maggie Smith / FreeDigitalPhotos.net

25 thoughts on “Cose molto cattive. Forse.

  1. paolo

    bellissimo l’articolo, anche se mi spiace tanto per il “comodino a 4 zampe”…

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    1. Panda Post author

      Denghiù Paolo.
      Il “comodino a 4 zampe” ha appena abbaiato e fatto pipì per ringraziarti. 😉

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  2. eli

    sei fantastico! auguro di vero cuore a te e al tuo cane ogni bene, anche se penso che lui con un padrone così ha già ciò di cui ha bisogno… è vero che la vita è piena di sorprese, mio marito dice sempre che se son rose fioriranno, se son cachi…. più o meno lo considero un saggio al pari del contadino… ps: io non so nulla di reiki ma ti consiglio, nei momenti di crisi, di provare a dirti “per oggi mi concedo di essere sereno” piuttosto che “NON essere arrabbiato”… ciao. Eli.

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    1. Panda Post author

      Ciao Eli.
      Spero che anche tuo marito non vada in giro con la vanga, come il contadino… 🙂
      Grazie per le belle parole, e per il consiglio, anche da parte del cinghialone qui accanto.
      I principi del reiki sono una cosa molto interessante, se vuoi cercare qualcosa in rete che non sia wikipedia ahahaha.
      Del resto, se OGNI giorno ti dici che SOLO PER OGGI devi fare qualcosa, le cose possono essere molto più semplici che non pensare
      di dover fare qualcosa per tutta la vita. 😉
      A presto.

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  3. Angi

    Mi spiace tanto Panda per la tua canina!
    L’articolo come al solito, tra un sorriso e l’altro ti fa riflettere non poco
    Mi fa piacere a questo punto citarti la frase che più ho nel cuore e che mi disse mio papà tanti anni fa e che io spesso mi “rivendo” con me e con gli altri: nel 1992 mi successero tutta una serie di cose catastrofiche che mi costrinsero a cambiare tante cose nella mia vita e non per mia scelta e lui disse: CHI TI DICE CHE NON SIA MEGLIO COSI’? Mai frase più efficace e veritiera……

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    1. Panda Post author

      Ciao Angi.
      Grazie per la frase di tuo papá. Sicuramente era anche lui un Saggio, anche se non cinese. 🙂
      Per quanto riguarda la Bestia Rara, da quello che vedo ha voglia di rompermi i maroni ancora per molto tempo, anche se non sappiamo come finirá. L’importante è trovare il modo di vivere con il sorriso. Tutto Il resto… È noia. 🙂
      Alla prossima.

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  4. Stefania

    Articolo bellissimo. Grazie mille!! L’ho in qualche modo associato ad una frase di Einstein che amo: “L’occasione favorevole risiede nel pieno delle difficoltà”. Ti auguro ogni bene!***

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    1. Panda Post author

      Ciao Stefania. Grazie dei complimenti e grazie per gli auguri. Anche da parte di Einstein e del cinghiale che risiede nell’ala ovest della Panda’s Mansion. 😉

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  5. adele

    Ciao Panda, io amo gli animali ,quasi più di certi umani, figurati come mi dispiace; ho pianto tanto quando il mio gatto Lino se n’è andato ,dopo vent’anni.Mi è piaciuto molto il tuo articolo,e sono anch’io del parere:che non tutti i guai vengono per nuocere.Ciao Adele

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    1. Panda Post author

      Ciao Adele.
      Mi fa piacere che ti sia piaciuto. Grazie e arrivederci a presto, su questi schermi. 🙂

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  6. giusy

    grazie di cuore! un abbraccio a te e..una coccola al comodino

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    1. Panda Post author

      Ciao Giusy. Porterò la tua coccola al comodino. 🙂

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  7. Elena

    Ed eccomi a commentare un altro articolo, che mi ero persa.
    Immagino che molto spesso le esperienze passate ci influenzano a tal punto che i ricordi diventano più importanti dei fatti: ci preoccupiamo ancor prima che ci sia realmente motivo per farlo o, come diceva sempre la mia nonna “ci fasciamo la testa prima ancora di essercela rotta”….
    Un giorno lessi (non il cane) che le crisi ci investono quando abbiamo perso di vista il vero significato del tutto, quando abbiamo perso noi stessi…
    Ti ringrazio, perché questo tuo ritorno alla consapevolezza ha ricordato anche a me che da troppo tempo avevo perso il significato vero di ciò che è la mia vita.
    Grazie, solo per oggi mi concedo di essere felice!

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    1. Panda Post author

      Buongiorno. 🙂
      Prova a pensare alla parola stessa “preoccuparsi”: pre-occuparsi–>”occuparsi prima”. Prima che sia successo qualcosa noi ci occupiamo di…
      C’è un detto – non ricordo se di Confucio, Paperino o del mio bisnonno – che recita: “Se puoi farci qualcosa, perché ti preoccupi? E se non puoi farci niente, perché ti preoccupi?” Ma quasi nessuno si “preoccupa” mai di applicarlo… 😉

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  8. manu

    Il mio comodino a 4 zampe se ne è andato lunedì, per lo stesso motivo che affligge il tuo. Ti auguro ogni bene……. devo tirarmi su in qualche modo….

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    1. Panda Post author

      Ciao Manu.
      Ti ringrazio molto.
      Puoi decidere di “tirarti su” pensando che il tuo “comodino” sarebbe triste vedendoti in questa situazione. Non vorresti rattristarlo, vero? 🙂
      Io sono convinto che il mio 4 zampe, quando sarà, continuerà a vagare per la casa pisciando anche sotto forma di spettro… 😉

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